Lorenza Morello: a Torino il mercato del lavoro non diventi vessillo di lotta politica

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TORINO – Da giurista e da cittadina torinese che ama molto la propria città non posso non condividere questa breve riflessione che riguarda il week end di capodanno che stiamo vivendo. Dati di categoria hanno evidenziato che, a seguito di una analisi focalizzata sul settore alberghiero e che coinvolge tutte le fasce (da 1 ai 5 stelle), il tasso di occupazione previsto per questa due giorni di Capodanno è del 76%.

Ben il 42% degli albergatori evidenzia un calo tra il 5% e 10% e soltanto l’11% sostiene che vi sarà un incremento pari al 5%.

Per ciò che concerne il week end dell’Epifania e quindi la conclusione delle festività natalizie, premettendo che nel 2018 questa fine settimana non è coinvolta da nessun ponte (a differenza del 2017 che vedeva inclusa anche la giornata del venerdì) i dati evidenziano un tasso di occupazione non molto incoraggiante, pari al 48%.

In sintesi, relativamente alla variazione di occupazione rispetto all’anno passato, emerge che oltre i due terzi degli intervistati evidenzia di subire un calo tra il 5% e il 10%; soltanto il 5% sostiene che vi sarà un incremento pari al 5%.

Relativamente alla provenienza Italia/Estero, emerge che il 63% degli hotel, quindi la maggioranza degli intervistati, ospiterà clienti provenienti per il 70% dall’Italia e 30% dall’estero.

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Ora, com’è noto, attraverso i decenni, il turismo ha registrato una continua risalita e una fondamentale diversificazione che lo ha trasformato nel settore con il più elevato tasso di crescita del mondo.

Il moderno turismo è diventato la chiave di volta per lo sviluppo di un crescente numero di nuove destinazioni. Queste dinamiche hanno trasformato le attività turistiche in un fattore chiave per il progresso socio economico.

Oggi, il volume d’affari del settore è pari o perfino superiore a quello dell’export del petrolio, dei prodotti agricoli e del settore automobilistico. Il turismo, quindi, è diventato uno dei maggiori protagonisti del commercio internazionale e rappresenta nello stesso tempo una delle maggiori risorse economiche per molti Paesi in via di sviluppo.

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Questa crescita va mano nella mano con una crescente diversificazione e competizione tra le molteplici destinazioni.

Questi risultati globali del turismo sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo hanno prodotto importanti benefici economici e per il mercato del lavoro in molti settori dalle costruzioni all’agricoltura, anche per le telecomunicazioni.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale del turismo il peso dell’attività turistica nell’economia mondiale è pari a: 9% del Gdp (Prodotto globale lordo); 1 posto di lavoro ogni 11; 1,4 trilioni di dollari in Exports (la somma globale dei vari incomings); 6% delle esportazioni mondiali; 30% delle esportazioni di servizi.

Per questo l’indagine dell’Ascom tra gli imprenditori del settore già diffusa nello scorso luglio secondo i quali calano la fiducia e i fatturati delle imprese che a Torino si occupano di turismo, unitamente a questi dati di fine anno suonano come un campanello d’allarme.

VEDI ANCHE: Lorenza Morello: divieto a Booking e similari di applicare ai contratti alberghieri il parity rate

Torino è una città splendida e non si può fare del turismo o, ancora di più, del mercato del lavoro, un vessillo di lotta politica con cui riempirsi la bocca in questa campagna elettorale.

Certi temi, quali il lavoro, la tutela del patrimonio e il benessere sociale sono argomenti di ordine superiore e in quanto tali vanno affrontati. Vietare le manifestazioni perché non si sa gestirle non è una risposta. Così come non è una risposta quella delle opposizioni che condannano senza offrire valide alternative.

Auguro un 2018 diverso, a tutti noi.

di Lorenza Morello

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