Antigone, amore e Vaticano in una due giorni che esalta molteplici linguaggi artistici

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ROMA – L’Associazione di promozione sociale “Tota Pulchra”, fondata e presieduta da monsignor Jean Marie Gervais, prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano, presenta “Antigone: all’origine della rivendicazione del femminile nella comunità umana”, un progetto culturale tra arte e filosofia curato da Monica Daccò, studiosa e ricercatrice e dall’artista, pittore e scultore Carlo Vighi.

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Quattro opere principali, con stampe numerate, di Carlo Vighi

L’evento avrà luogo nella Sala San Damaso presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana il 17 e il 18 marzo 2018.

Il progetto propone la lettura dell’Antigone attraverso molteplici linguaggi artistici relati da una struttura ermeneutica che ne orienta l’espressione. Il focus narrativo prende forma dal testo sofocleo e si espande nell’analisi del personaggio attraverso le connotazioni filosofiche che nel corso della storia del pensiero ne hanno evidenziato le caratteristiche e le istanze.

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Monica Daccò

Da Hegel ad autori e autrici contemporanei Antigone diventa strumento di scandaglio nell’interpretazione e nell’elaborazione delle dinamiche relazionali all’interno della comunità, indaga la dialettica esistenziale nei rapporti di genere, pone interrogativi nella ricerca socio-antropologica e rivela l’uso e l’abuso di retaggi culturali atavici che influenzano ancora oggi la rappresentazione del femminile e sono all’origine dei sempre più frequenti fenomeni di violenza sulle donne piaga delle società contemporanee.

Un percorso lungo e doloroso di conquiste riporta immagini ed esempi di donne la cui eredità giunge a noi come richiesta di ascolto, come monito, come preghiera, invito alla costruzione di nuove relazioni di genere, positive, all’insegna di un dialogo etico che non sia replica di violenza e sopraffazione, che non generi più abusi di potere e giustificazioni al maschile.

Antigone ha lottato da sola, consapevole della sua impotenza di fronte ad un uomo e alla sua legge, consapevole del suo destino, isolata da una comunità che non ha saputo comprendere il suo atto d’amore, donna abbandonata anche dalle altre donne costrette al silenzio, passivamente rassegnate.

Antigone non ha scelto la morte, ha scelto l’amore: “Io sono fatta per condividere l’amore, non l’odio” (Antigone, v. 523), ha abitato un linguaggio differente nel nome dell’amore, ha combattuto contro il silenzio e ha vinto: le sue parole hanno il coraggio della performatività e la forza di giungere fino a noi per raccontare l’essere della donna nel mondo e rivendicarne l’affermazione come soggetto.

Così il contenuto dell’evento, che usa il linguaggio delle forme e dei simboli, la disposizione spaziale, il movimento e la staticità, la parola nel suo senso performativo, vuole porsi come strumento di comprensione, riflessione ed educazione al rispetto dell’altro, al riconoscimento e al dialogo nel segno della philia, per onorare la memoria di tutte le donne vittime di violenza.

A cura di Monica Daccò

L’organizzazione dell’evento offre gli studi preparatori di Carlo Vighi delle quattro opere principali, multipli ottenuti con stampe numerate fino a 70 esemplari, complete di certificazione e firma autografa dell’artista. Per informazioni: [email protected]

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