Pierfranco Bruni porta a Milano il suo Ulisse. E parla di amore come vacua illusione

ROMAPierfranco Bruni a Milano in una Serata Evento per il suo Ulisse con “Il Canto di Nessuno”. Una originale interpretazione di un Ulisse tra metafisica e mito. Pierfranco Bruni Sabato 20 gennaio 2017 racconta con “Il Canto di Nessuno” (Edizioni Saletta dell’Uva) il suo Canto di Ulisse.

pierfranco-bruni-ulisse-immagine-in-articolo-2-milanoUn importante evento molto atteso in una città come Milano che con Pierfranco Bruni ha stabilito un forte legame umano e culturale. L’incontro letterario, a cura di Stefania Romito (rappresentante letteraria del Centro Leonardo da Vinci fondato dall’artista Davide Foschi) si svolgerà alle ore 17,45 presso lo Spazio Eventi Area Ufficio Network del Nuovo Rinascimento, in viale Gian Galeazzo, 31.

“Il Canto di Nesuno” rappresenta un viaggio nel complesso e affascinante pensiero di Pierfranco Bruni costantemente alla riscoperta di sé attraverso i grandi personaggi del passato che hanno fatto la storia della letteratura. L’autore sa bene che si parte per cercare sé stessi in un nostos che dà certezze ma che non placa le inquietudini dell’anima.

«Il viaggio è un costante ricercare», afferma Bruni «Cercare cercandosi. Nostos è un attraversamento che si compie nel cerchio magico del nostro essere».

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Tutto ciò viene condiviso da Pascoli che ha “personalizzato” il mito di Ulisse attribuendo all’amore per Calipso il senso dell’esistenza del navigante Odisseo.

Ma Ulisse può essere davvero un nostro contemporaneo? In una realtà come quella in cui viviamo, in cui il simbolo ha spodestato il mito (quale modello etico ed esistenziale), la bellezza e la virtuosa sensualità di Calipso può realmente bastare a rendere immortale un amore? Ma cos’è l’amore oggi, se non una mera e vacua illusione?

Perfino Pavese ha bisogno dei “codici omerici” per vivere l’amore nella sua dimensione nostalgica e per attribuirgli un valore esistenziale totalizzante. E lo stesso Bruni dichiara che avrebbe, pascolaniamente parlando, accettato lo sguardo di Calipso perché Calipso è «il tutto oltre la storia», affermando che ciò di cui ha bisogno non è la storia, bensì «l’avventura nelle dune delle onde e nelle notti delle passioni».

Ma l’amore, tra mare e terra, è soltanto una delle fondamentali tematiche affrontate in questo viaggiare nell’erranza del tempo alla riscoperta di mondi mai dimenticati.

L’Ulisse omerico viene vissuto, da un Bruni archeologo delle esistenze, nelle sue infinite personalità mediante il pensiero e la creatività dei grandi letterati della storia, primo fra tutti il suo creatore Omero. Darek Walcott lo rivive in quel suo rincorrere il ritorno dalla partenza, Mircea Eliade nel suo recuperare il focolare domestico, e ancora Joyce, Eliot, Whitman e Pound il quale persegue un modello poetico che mira a recuperare la sua identità nella dimensione critica.

Tutti autori che hanno interpretato l’ulissismo vivendolo e oltrepassandolo proprio come osò oltrepassare le Colonne d’Ercole l’Ulisse dantesco ed è, dimostrando lo stesso coraggio e propensione alla sfida, che questo ultimo capolavoro di Pierfranco Bruni sarà in grado di sfidare le barriere del tempo annoverandosi tra quella letteratura che non si perde, ma che rimane per sempre nelle nostre memorie e coscienze.

Come Ulisse, anche noi raggiungiamo sempre un porto soltanto per ripartire, vagheggiando di approdare in un’isola dopo aver superato le inquietudini dei mari.

Le pagine di questo libro mettono le “ali” all’anima e la fanno volare oltre gli orizzonti dell’infinito.

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