Giochi del Mediterraneo della matematica, brillano gli studenti del Liceo Manzoni di Caserta

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Adele Vairo
CASERTA – Giochi del Mediterraneo: La democrazia  come pratica  dialettica nelle tecniche educative matematiche. I Giochi del Mediterraneo sono una manifestazione organizzata annualmente dall’ Accademia Italiana per la Promozione della Matematica «Alfredo Guido» (AIPM) nata nel 2010 da un gruppo di docenti di matematica della Scuola Primaria e Secondaria di 1 grado e 2 grado.

Il Liceo Alessandro Manzoni di Caserta, come ogni anno, ha preparato i suoi studenti con ottimi risultati, sotto la guida della preside Adele Vairo e del dipartimento di matematica nelle persone delle professoresse Tammaro, Matrisciano, Di Stasio  e Montanaro. Ci sono state, infatti, le classificazioni degli allievi: per la categoria s4 (prime classi) 1′ Alessio Melone 2′ Pierluigi Intrevado 3′ Lucia Letizia. Per la categoria s5 (2′ classi) 3′ Vincenzo Rossetti.
La finale nazionale si terrà a Palermo nel mese di maggio.
L’obiettivo dei Giochi del Mediterraneo è quello di proporre una versione ludica-educativa della matematica, proponendola non più come sterile applicazione di regole ma come impiego della creatività e dell’originalità dei ragazzi, affinché si approccino a questa materia con la consapevolezza di poter essere liberi di conoscere di dare spazio alle proprie inclinazioni personali.
Tutto questo da sempre è l’obiettivo di quella didattica interattiva che è il luogo di incontro delle nuove metodologie didattiche favorite e incrementate dalla dirigente Vairo in ogni settore, affinché si parli effettivamente di interdisciplinarità e pluridisciplinarità in un mondo della cultura che sembra a volte non guardare con ottimismo il futuro della scuola. Al futuro della scuola, invece, guarda il Liceo Manzoni sviluppando nei propri discenti quello che Celestin Freinet chiamava LA DEMOCRAZIA COME PRATICA DIALETTICA NELLE TECNICHE  EDUCATIVE MATEMATICHE.
Adele Grassito
Insegnante Liceo Manzoni Caserta

Al “Manzoni” L’infinito tra parentesi, Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges

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Adele Vairo
CASERTA – Il 14 marzo a livello mondiale si celebra la giornata del Pi Greco. La data non è stata scelta a caso, ma è ispirata dalla grafia anglosassone del numero 3.14, grafia che indica l’approssimazione ai centesimi di pi greco. La prima celebrazione del “Pi Day” si tenne nel 1988 all’Exploratorium di San Francisco e da allora in tutti i Paesi si cerca in questa giornata di avvicinare gli studenti alla matematica.

Anche nel 2017 come ogni anno il Miur ha organizzato una giornata all’insegna di manifestazioni e giochi ludico-didattici per trasmettere la passione per le materie scientifiche.
In tutte le scuole della provincia di Caserta e non solo, in particolare nei licei scientifici, si organizzano manifestazioni culturali, ne è un esempio il liceo statale Alessandro Manzoni che grazie al dipartimento di matematica e alla dirigente Adele Vairo ha organizzato un pomeriggio interamente dedicato alla scienza.
Il preziosissimo ospite dell’incontro sarà il professore  Marco Marvaldi assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’Università di Pisa che presenterà il suo testo: “L’infinito tra parentesi, Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges” insieme con gli alunni dello stesso liceo per creare un’interazione di alto valore formativo-culturale.
Il testo verte intorno al raccordo possibile e auspicabile tra la scienza e la letteratura, grande passione dello scrittore, e sul parallelismo tra la figura del poeta e della scienza ricercando tra i due analogie contenutistiche e stilistiche per enfatizzare la complessità dell’uomo nella sua continua aspirazione alla conoscenza del mistero del reale.

Entrambe le discipline, scienza e letteratura, hanno infatti nel corso dei secoli camminato di pari passo e questo lungo processo è evidenziabile in tanti esempi letterari, a partire da Gozzano e la sua descrizione dell’imprevedibilità dell’evolversi delle situazioni presentata in una poesia prima ancora che i matematici teorizzassero il “Gioco della Vita” fino a giungere a Montale e ai suoi confronti tra Borges e la neuroscienza.

La giornata del Pi greco è quindi intesa come stimolo per i giovani e per gli adulti affinché si aprano alla conoscenza delle materie scientifiche, ma anche come trait-d’union tra la scienza e la letteratura come due facce della stessa realtà umana. 
Chiara Serafina Campolattano

La negatività nei legami diventa arte con Giovanna D’Amico. E la donna nella storia dell’emancipazione

CASERTA – “Ciclico femminile”, la performance artistica di Giovanna D’Amico, alla Reggia di Caserta, nell’evento “Matronei” curato da Vincenzo Mazzarella, ha riscosso grande consenso di pubblico. «La performance – spiega l’artista – fa parte di una serie di azioni unite nel progetto Le-Ga-Mi, nato dallo studio della società contemporanea, con l’intento di mettere in evidenza la caduta e la regressione.

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Giovanna D’Amico

Ogni azione inserita nel progetto mostra la negatività di alcuni aspetti della società legata a legami di ogni tipo, da quelli famigliari a quelli sentimentali, amicali, fino ai legami virtuali arrivando al concetto di “società liquida”. Ciclico femminile si basa su simboli e numeri considerati femminili, il cerchio e il numero 8 e narra, secondo l’utilizzo della simbologia e del significato del colore, le fasi attraversate dalla donna nella storia dell’emancipazione».

La performer è legata da corde rosse ed indossa una camicia da notte da corredo che rappresentano l’impedimento e i tabu sessuali, il cammino incarna il percorso storico. Al centro dello spazio, che a Caserta è stato il vestibolo della reggia vanvitelliana, la performer con i piedi ancora legati ha dipinto, con difficoltà, 8 cerchi, contando ogni cerchio con tono di voce diverso, rappresentando così le fasi della crescita individuale, i passaggi dell’età.

«Il corpo – continua D’Amico – si trasforma in compasso, un piede fermo l’altro in movimento».

Al termine della performance si assiste al taglio con le forbici della camicia, la donna si libera e ritorna al punto di partenza, camminando all’indietro con passo sicuro e contando con forza; alla fine del percorso si abbassa e battendo le mani in una ciotola metallica che riflette il pubblico dedica l’azione alle donne che sono madri, mogli, studentesse, adolescenti, bambine, spose bambine.

«L’azione – conclude l’artista – nasce come denuncia contro la violenza, di tutti i tipi, e nel ricordo delle percorso difficile affrontato dalle donne nella storia. Le mani che battono nella ciotola vogliono dare forza alle urla, per ricordare al pubblico ciò che accade e invitarlo a non essere passivo».

A Caserta i libri sulle storie di Sara Simeoni, Lina Merlin, Maria Eletta Martini e Gianna Manzini

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CASERTA – Dopo Lucca, dove pochi giorni fa il nuovo poker di donne è stato consegnato, fresco di stampa, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Caserta le nuove quattro “Italiane” della Collana omonima, edita da Pacini Fazzi Editore, diretta da Nadia Verdile, saranno presentate, in anteprima regionale, venerdì 17 marzo 2017, alle 17,30, nella Biblioteca del Seminario di Caserta.

Ne parlerà con le autrici Lorenzo Calò, caporedattore de Il Mattino, responsabile della redazione casertana.
Al tavolo, coordinato da Lidia Luberto, le quattro autrici: Sarina Biraghi, già codirettrice de Il Tempo, oggi a La Verità, Laura Cesarano Jouakim, già redattrice de Il Mattino, autrice di scritti di ambito religioso, Rosa Jervolino Russo, già ministra dell’Interno e sindaca di Napoli, Nadia Verdile, direttrice della Collana, da anni impegnata nella ricostruzione della storia delle donne.
«A distanza di un anno dalla prima uscita – afferma Francesca Fazzi, editrice – il successo della Collana cresce e cresce l’interesse a farne parte. Sono tantissime le italiane da riscoprire e abbiamo pensato ad una collana aperta alle proposte delle tante studiose e studiosi che insieme andranno a completare una nuova storia italiana popolata da protagoniste, oggi ancora troppo poco conosciute».
I quattro libri che saranno presentati venerdì 17 sono dedicati a Sara Simeoni, Lina Merlin, Maria Eletta Martini e Gianna Manzini.
Lo scorso anno erano state raccontate le vite di Cristina Trivulzio, Grazia Deledda, Nilde Iotti.

«Il progetto – spiega Verdile, direttrice della Collana e autrice del libro su Gianna Manzini – ha l’obiettivo di portare la storia delle donne fuori dagli ambienti di settore e raggiungere quelle fasce di lettrici e lettori che spesso restano fuori dai circuiti anche per i costi dei libri. Piccolo, formato, piccolo prezzo, grande rigore scientifico. Quelle che racconteremo saranno storie di donne che hanno lasciato impronte su sentieri di vita dove la consuetudine e il pregiudizio hanno cancellato, come onde, la loro presenza».
Una collana che si impone per cura dei testi, precisione di scrittura ma anche agilità (piccolo formato e piccolo prezzo, solo sei euro) per dire che il marzo delle donne non è all’insegna di una generica celebrazione del femminile ma della divulgazione e della conoscenza – riporta ancora il comunicato stampa -.

Le letture saranno di Francesco Maienza e Dafne Rapuano del Teatro Stabile di Innovazione della Città di Caserta – Fabbrica Wojtyla. L’evento è stato realizzato anche in collaborazione con l’Inner Wheel club di Caserta.

Teatro classico a Caserta col liceo Manzoni, i talentuosi studenti sul palco con “I Giorni di Dioniso”

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CASERTA – “I Giorni di Dioniso”: in scena a Caserta la due giorni di teatro classico. Il liceo Manzoni di Caserta e l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa presentano “I Giorni di Dioniso”. Due giorni, due spettacoli, due momenti di straordinario talento artistico che i talentuosi studenti sapranno rappresentare sul palco celebrando il teatro classico.

Si inizierà martedì 14 marzo 2017 al teatro don Bosco di Caserta alle 19 con gli studenti del laboratorio di teatro classico del liceo Manzoni che presenteranno “il Processo a Medea” con la regia di Massimo Santoro, per proseguire poi il giorno successivo, mercoledì 15, alle 19 e sempre al teatro don Bosco, con lo spettacolo “Le Baccanti” messo in scena dall’Accademia d’Arte dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa con la regia di Carlo Boso, direttore dell’ Académie Internationale Des Arts du Spectacle di Parigi e straordinario maestro nel panorama teatrale ed artistico internazionale.
Gli attori dell’Accademia saranno ospitati dagli studenti del liceo Manzoni con cui potranno confrontarsi ed attuare un vero e proprio scambio culturale e professionale. I giovani ospiti proprio in questi giorni sono impegnati in una tournée teatrale per presentare il loro spettacolo. La tappa di Caserta, in esclusiva per questo evento organizzato con il liceo Manzoni, sarà l’unica prevista per il Sud Italia.
La mattina, invece, sono stati proposti gli spettacoli per gli studenti. Con il liceo Manzoni, saranno presenti alla visione dello spettacolo, anche altri tre licei classici della provincia di Caserta – Convitto Nazionale “Giordano Bruno” di Maddaloni, liceo classico “Luigi Garofano” di Capua, Isiss “Amaldi-Nevio” di Santa Maria Capua Vetere.
L’evento ha avuto il patrocinio del Comune di Caserta che ha già proposto al “Manzoni” di presentare nel mese di maggio lo spettacolo nella splendida cornice del centralissimo teatro comunale “Costantino Parravano” di via Mazzini.
«Due giorni dedicati al teatro antico e che vedono protagonista il liceo Manzoni e l’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa  – ha detto la dirigente del liceo Manzoni Adele Vairo -. Lo scorso anno il nostro spettacolo è stato presentato in prima al Festival Internazionale di Siracusa ed impressionò talmente tanto i responsabili del festival che hanno richiesto che quest’anno, per la prima volta, fossimo noi ad inaugurare il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani che si svolgerà a maggio a Siracusa. Come prossimo appuntamento, abbiamo avuto l’opportunità di andare in scena con “il Processo”, il 22 marzo alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il laboratorio di Teatro Classico – ha concluso la preside Vairo – è una realtà consolidata sul territorio che opera da ben 8 anni e che conta circa 80 ragazzi tra studenti ed ex studenti del liceo».

Dafne Rapuano e Francesco Maienza, recitano, per le Donne, testi teatrali tratti dal “Monodialoghi”

CASERTA – La Giornata internazionale della donna all’Archivio di Stato di Caserta, diretto da Luigia Grillo, è stata un successo di pubblico e di impegno. In collaborazione con Fabbrica Wojtyla e Spazio Donna Onlus, è stato organizzato e ospitato un incontro di letture aperte tratte da testi dedicati alla donna e al suo faticoso percorso di recupero di dignità nel tempo.

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I giovani artisti componenti del “Laboratorio Traduzioni & Tradizione della Città di Caserta”, nell’occasione Dafne Rapuano e Francesco Maienza, hanno recitato testi teatrali sul tema femminile tratti dal “Monodialoghi” di Patrizio Ranieri Ciu e si sono alternati nella lettura di documenti di fondi archivistici patrimonio dell’Archivio di Stato.

«Sento di dovere esprimere – ha detto Daniela Spadaro dell’Archivio – un ringraziamento a quanti hanno reso questo evento davvero unico. Ringrazio a nome di tutti noi il maestro Marco Mantovanelli che con la sua musica dolce ha reso la lettura dei brani e delle poesie ancora più incisiva. 

Ringraziamo l’amica Melina Cortese Cimitile, non nuova a questo genere di eventi, che con il suo saper leggere e interpretare, ci ha illustrato la donna nella sua complessità. Al corpo docente e agli allievi dell’Istituto Giordani di Caserta un plauso per aver partecipato con attenzione e convinzione all’iniziativa e con loro il mondo della scuola casertana, sempre in prima linea a sostegno della cultura.

Prezioso è stato il contributo della Fabbrica Wojtyla e di Alba Bianconi da sempre al fianco e a supporto dei nostri eventi. Anche l’amministrazione comunale ci è stata vicina con la presenza e l’intervento dell’assessora Rita Martone. Un grazie speciale, da parte di tutti noi, va alla direttrice Luigia Grillo, sempre in prima linea nella promozione di iniziative culturali e che ha voluto e permesso l’evento. Ma il nostro grazie particolare è per tutte le donne presenti e non, che rendono migliore la vita e la società dell’oggi e del domani».

Una storia dell’arte attraverso i secoli, unica in Italia tutta ed esclusivamente al femminile

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Florindo Di Monaco
CASERTA – “Donne artiste di ieri e di sempre”: è il documentario realizzato dallo storico dell’arte Florindo Di Monaco, che sarà proiettato, in anteprima assoluta, in occasione della Giornata Internazionale della donna, nel Liceo Artistico “San Leucio” di Caserta, di cui è preside Antonio Fusco. Una storia dell’arte attraverso i secoli, la prima e unica in Italia tutta ed esclusivamente al femminile, «che riporta alla luce – dice Di Monaco – pittrici e scultrici più o meno famose, ma tutte dotate di talento e creatività, rimaste troppo a lungo nell’ombra.

Nel filmato sfilano in ordine cronologico, come su un’ideale passerella, grandi figure di donne che hanno recitato la loro parte sul palcoscenico dell’arte negli ultimi cinque secoli. Il viaggio alla scoperta delle artiste “invisibili” e dimenticate, ignorate da manuali e musei di tutto il mondo, inizia dal Rinascimento e arriva ai giorni nostri». 
L’abitudine, la disattenzione, una visione maschile e talvolta maschilista della cultura hanno portato per secoli all’esclusione dell’altra metà dell’universo. L’immaginario collettivo è affollato di nomi maschili e delle artiste nessuna traccia. Eppure, le “invisibili”, fra le mura di casa o di un convento, dedite alle arti, soprattutto quelle considerate minori come il ricamo, la tessitura, la miniatura sono state tantissime. Nel Medioevo era loro vietato anche l’apprendistato nelle botteghe d’arte o artigiane; repressi e ignorati i loro talenti. Una lunga storia di ingiustizie, di smarrimenti e di negazioni che il documentario di Di Monaco si propone di cancellare.
Il lavoro, diretto dal regista Salvatore Porzio, si avvale della partecipazione delle attrici Pina Farina e Rita Lazazzera che illustrano assieme all’autore le varie tappe del percorso.
La presentazione a scuola è curata dalla professoressa Carla Ferrucci.