Giorgio Sangiorgio: commissione ordinistica per l’internazionalizzazione delle Pmi

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CATANIA – Tatarstan (Russia): 4 milioni di abitanti, un PIL che negli ultimi anni è cresciuto del +102%, un’economia basata su turismo, agricoltura e industria diversificata, e un grande interesse per il made in Italy che si traduce in percorsi dedicati alle imprese che si affacciano su questa terra lontana, oggi al centro di politiche economiche strategiche. Leggi tutto “Giorgio Sangiorgio: commissione ordinistica per l’internazionalizzazione delle Pmi”

La vedova allegra. Il capolavoro di Franz Lehàr chiude la stagione lirica a Catania

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CATANIA – Alla “prima” di domenica 10 dicembre 2017 si potrà assistere comodamente seduti tra i velluti del Teatro Massimo Bellini, ma anche in Piazza Università, sostando – e magari danzando – davanti al megaschermo di Vision Sicily e intorno al luccicante albero di Natale. Leggi tutto “La vedova allegra. Il capolavoro di Franz Lehàr chiude la stagione lirica a Catania”

Associazione a delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico

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CATANIA – Procura della Repubblica presso il tribunale di Catania. Su delega della procura distrettuale i finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di 9 soggetti (6 dei quali in carcere e 3 agli arresti
domiciliari) in quanto promotori, organizzatori e partecipi di un’associazione a
delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico illecitamente asportato dalla raffineria libica di Zawyia (a 40 km ovest da Tripoli) e destinato, dopo miscelazione, ad essere immesso nel mercato italiano ed europeo anche come carburante da autotrazione. Leggi tutto “Associazione a delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico”

La dottoressa Valeria Pace fa incontrare a Catania 11 pazienti affetti da Miopatia Gne

CATANIA – La Miopatia Gne. Il termine miopatia Gne (Gnem) è la denominazione coniata per definire in modo univoco una patologia che era precedentemente conosciuta come miopatia ereditaria da corpi inclusi (Hibm), miopatia da corpi inclusi di tipo 2 (Ibm2), miopatia distale con vacuoli orlati (Dmrv) o miopatia di Nonaka. Il nome di miopatia Gne è stato proposto da un team di scienziati che, attraverso una indagine recente hanno dimostrato come i suddetti disturbi siano contraddistinti dalla stessa origine genetica e rappresentino, quindi, la medesima patologia.
Una carenza nell’acido sialico è la causa della malattia muscolare. L’acido sialico è una sostanza importante prodotta dal corpo che aiuta le proteine muscolari a funzionare correttamente. Quando i livelli di acido sialico sono bassi, i muscoli iniziano a indebolirsi, con conseguente perdita di forza e funzione muscolare.
Le abilità cognitive, il coordinamento, la funzione cardiaca, la deglutizione, la parola e la respirazione rimangono però inalterati. Una malattia rarissima tanto che le persone colpite sono meno di 2000 in tutto il mondo.
Si terrà nei prossimi Giorni a Catania un congresso promosso dalla dottoressa Valeria Pace, che ribalta i normali canoni congressuali, in cui differenti specialisti si incontrano e discutono della malattia. In questo caso avverrà sì l’incontro scientifico, ma sarà riservato a una sola mattinata, il vero focus del convegno sarà la possibilità che viene offerta ai portatori di questa invalidante e rarissima patologia, di incontrarsi e accompagnati dai loro caregiver avere un dialogo e scambiarsi informazioni. 
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Il  vero problema che riscontrano i pazienti affetti da malattie rare è il senso di vuoto e di abbandono, e più rara è la malattia, tanto più difficile è avere una buona qualità della vita, forse per mancanza delle opportune cure, ma anche per la mancanza di dialogo e di appoggio. 
Questo incontro, che permetterà a 11 pazienti, si stima che nel nostro Paese non siano più di 20, di incontrarsi e confrontarsi, sarà il primo per questa patologia che si svolgerà in Italia.
La dottoressa Pace, che ha presenziato a un appuntamento dello stesso tipo che si è svolto a Barcellona, ha deciso di riproporlo anche in Sicilia. 
Dottoressa Pace, perché organizzare un incontro di questo tipo in Italia?
Durante il convegno spagnolo, mi sono davvero resa conto di quanto sia importante per i malati di patologie rare avere la possibilità di poter fare gruppo, di poter ricoprire il loro ruolo di pazienti non più in un senso passivo ma attivo.
Educarli a quello che la loro patologia è, avere la possibilità di ascoltare medici che, come loro pari, stiano lì a spiegare cos’è che li ha colpiti senza dare per scontato nozioni che i pazienti dovrebbero già conoscere, magari perché hanno sono andati su internet. Renderli partecipi e porli al centro della loro vita con la malattia, lasciarli liberi di esprimere le loro preoccupazioni senza temere di essere giudicati o di sviluppare sensi di colpa in chi gli sta accanto, esprimere poi le loro emozioni che possono essere fatte di rabbia e speranze, e soprattutto permettere ad ognuno di loro di essere portatore di energia positiva per l’altro.
I caregiver dal canto loro, come ho avuto conferma al 4° Simposio sulla Miopatia Gne a Los Angeles, hanno il diritto di sapere cosa accade ai loro familiari o amici, comprendere l’importanza del loro ruolo e che questo gli venga riconosciuto anche dagli altri. Hanno il diritto di poter esprimere i loro eventuali sentimenti, anche se contrastanti, senza doverne avere paura e con la certezza che si possa trovare una soluzione. 
Alcuni pazienti vivono in Paesi nei quali nessun altro ne soffre, entrano in uno stato di isolamento forzato, dove la propria volontà e desiderio di fare informazione spesso non bastano, perché potrebbero avere difficoltà a spiegare non solo ai medici ma anche a chi ti circonda la serietà della propria condizione. Ecco perché credo che sia importante permettere ai malati rari di partecipare a dei meeting che provino a far vibrare quelle corde tese che costituiscono il rapporto tra paziente e medico; paziente e caregiver; paziente e se stesso; paziente e paziente. Noi speriamo vivamente che questo primo meeting sia l’inizio di qualcosa che diventi sempre più grande e attento alla necessità dei malati.
RICERCHE CORRELATE


Miopatia Gne, a Catania primo meeting per pazienti affetti dalla patologia

CATANIA – Il Regno delle due Sicilie rivela di essere all’avanguardia per l’attenzione rivolta alla promozione della conoscenza delle patologie neuromuscolari rare. Dall’impegno profuso dal Centro di Coordinamento delle malattie rare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, vero e proprio punto di riferimento per tutti i pazienti del Sud Italia, al primo meeting nazionale per pazienti affetti da Miopatia Gne organizzato dall’associazione Gli Equilibristi HIBM Onlus presieduta da Valeria Pace, con il patrocinio morale dell’Università di Messina, del Centro Clinico NEMO di Messina, di Telethon e della Neuromuscolar Disease Foundation di Los Angeles.
Un’associazione che ha il merito di aver saputo mettere in contatto i pazienti italiani, facendoli sentire meno soli e “isolati”, creando un ponte che li collega alle news provenienti dalle realtà terapeutiche e farmaceutiche d’oltreoceano.
Sabato 16 settembre 2017 (ore 9,30-18), per fare il punto della situazione, arriverà dunque, il primo meeting nazionale, ospitato a Catania, dall’hotel Nettuno, situato in viale Lauria, 121.
“Si tratta di uno strumento – spiega Valeria Pace presidente dell’associazione Gli Equilibristi HIBM Onlus, che ha da poco ricevuto il riconoscimento di Patient Advocate da parte della Neuromuscolar Disease Foundation – per far capire che la ricerca non è ferma e per far ‘sentire’ i pazienti meno soli”.
A sottrare terreno ai malati affetti da malattie degenerative, infatti, non è solo la malattia rara, di cui per definizione si conosce poco e per la quale troppo spesso non esiste una cura, ma anche e soprattutto il senso di solitudine ed isolamento, che crea una sensazione di vuoto e di sospensione perenne nella propria quotidianità, tali da farli sentire “malati, e quindi esseri umani, invisibili”. 
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In particolare la miopatia di GNE, precedentemente conosciuta come miopatia ereditaria a corpi inclusi, è un disturbo genetico raro (autosomico recessivo) che provoca atrofia e debolezza progressive del muscolo scheletrico, derivante da mutazioni nel gene GNE, responsabile di un passo nella produzione di uno zucchero chiamato acido sialico. I sintomi della malattia si verificano di solito tra i 20 ei 40 anni ed influenza lentamente gli arti inferiori e successivamente gli arti superiori. I Pazienti in genere sono relegati alla sedia a rotelle uno o due decenni più tardi e infine alcuni pazienti hanno bisogno di assistenza anche per attività di vita quotidiana.
“Questo meeting di pazienti – dice Pace – è da considerare una sorta di progetto pilota, cui aspiriamo a dare continuità, facendolo diventare un appuntamento fisso, implementandolo nel tempo. Quindi qualunque cosa emergerà sarà per noi veicolo di importanti informazioni per farci capire meglio la direzione verso la quale andare e foriero di crescita per gli anni successivi”. 
Un momento nevralgico, dunque, di confronto e dibattito, dove condividere le proprie esperienze ed essere informati sulle novità ed i progressi della ricerca scientifica, medica e farmaceutica a livello mondiale.
Notizie in grado di “dare speranza” e di creare un sottile ma tenace filo rosso tra i pazienti.
“È importante che ogni persona affetta da una patologia senza cura – continua Pace –  non si lasci trasportare da quello che non si sa e ritrovi il gusto ed il coraggio di essere curiosa, a costo di indisporre gli addetti ai lavori. Essere curiosi per suggerire domande a cui bisogna trovare risposte o esserlo per trovare risposte a domande che non sembrano essere state ascoltate”.
Nella consapevolezza dell’eterogeneità delle condizioni possibili, dato che in ogni paziente la mutazione del gene (le cui cause risultano tuttora ignote), e quindi la malattia, progredisce ed evolve in maniera diversa, sembrerebbe fondamentale che ogni individuo possa instaurare un processo di rispecchiamento negli altri e di mutuo riconoscimento, per condividere la propria battaglia, riconoscere le similitudini e discernere, al contempo, quelle differenze che gli restituiscano il senso della propria imprescindibile unicità. 
IL PROGRAMMA 

La mattina (9,30-13) è previsto un confronto tra e con gli esperti.
Interverranno: Dott. C. Rodolico del Policlinico “G. Martino” di Messina; Dott. A. Behin del Centro di riferimento per patologie neuromuscolari Paris Est; Dott.ssa G. Avellina della Casa di cura riabilitativa Villa Sofia di Acireale; Dott.ssa L. Bucalo della Fondazione “Aurora” Onlus, Centro Clinico Nemo di Messina.
Sarà dato spazio, secondo quanto sottolinea la presidente dell’associazione, anche al tema della fisioterapia dato che è l’unica “terapia” che i pazienti hanno a disposizione per migliorare il loro stato fisico, non essendovi una cura.
Nel pomeriggio (15-17) sono previsti due distinti gruppi di discussione: uno dedicato al confronto ed allo scambio di esperienze tra i pazienti. L’altro destinato ai familiari ed ai caregivers.
“Attraverso il confronto e lo scambio di esperienze – evidenzia Pace –  i pazienti ed i caregivers smettono di sentirsi soli ed assumono consapevolezza di poter esprimere le proprie emozioni, le sensazioni, ad alta voce. Nella sicurezza che il proprio interlocutore possa capirli. Infatti, uno dei crucci dei caregivers, soprattutto dei familiari, è il pensiero di non fare mai abbastanza, nonostante spesso sacrifichino molta parte della loro vita per assistere il proprio caro. Questo momento di scambio, dunque, sarà uno step per permettere loro di elaborare anche questi sentimenti attraverso un confronto costruttivo”.
Sono previsti due gruppi distinti, secondo le parole degli organizzatori, per permettere ad ognuno di esprimere liberamente il proprio stato d’animo e di elaborare, metabolizzare e far proprie determinate emozioni, senza che si possano instaurare sensi di colpa e dinamiche conflittuali. 
“Nella mia esperienza – ribadisce la presidente dell’associazione organizzatrice – ho imparato che non bisogna mai dare nulla per scontato, neanche quando si parla con qualcuno che sta male come te, che ha vissuto o vivrà ciò che tu hai vissuto, stai vivendo o vivrai, perché purtroppo rappresentiamo tutti il passato o il futuro di qualcun altro”.
RICERCHE CORRELATE


Appropriazione di denaro pubblico nella gestione dell’Istituto “V. Bellini” di Catania, la Guardia di finanza arresta 23 persone

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CATANIA – Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania. Su delega della Procura distrettuale catanese i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di 23 soggetti (6 dei quali in carcere e 17 agli arresti domiciliari) in quanto responsabili dell’appropriazione di denaro pubblico, per un ammontare complessivo di oltre 14 milioni di euro, destinato alla gestione delle attività dell’Istituto Musicale “V. Bellini” di Catania.

L’indagine, convenzionalmente denominata “The Band”, vede il coinvolgimento di 38 persone indagate, a vario titolo, per i reati di peculato continuato, di ricettazione, riciclaggio e di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio.
L’Istituto Superiore di studi musicali “Vincenzo Bellini” è un ente pubblico fondato nel 1951 dal Comune e dalla Provincia di Catania con il compito di istruire gli allievi nei vari rami dell’arte musicale. Viene finanziato annualmente con contributi del Comune, della Città metropolitana e, in minima parte, con le rette dei frequentatori.
L’attività “predatoria” posta in essere da dipendenti infedeli dell’Ente – spiegano dalla Gdf – con la complicità di soggetti (persone fisiche e giuridiche) esterni all’Istituto ha seriamente minato la solidità finanziaria dello stesso, sottraendo ingenti risorse economiche. Le continuate azioni di appropriazione di finanziamenti pubblici sono state realizzate dall’ottobre 2007 al febbraio 2016.
Le indagini dirette dalla Procura e condotte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria, scaturite da una denuncia presentata da alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione e dall’attuale Direttore Amministrativo del Bellini, sono state orientate alla minuziosa ricostruzione di ogni passaggio di denaro avvenuto tra gli indagati. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire il duplice sistema utilizzato dai sodali per trasformare l’Ente pubblico in una sorta di bancomat senza limiti di prelievo per la soddisfazione anche delle più disparate esigenze personali (tra cui viaggi, gioielli e abbigliamento d’alta moda).
Una prima modalità di “sviamento” delle risorse pubbliche ha visto l’opera congiunta di più dipendenti dell’Istituto capaci di sottrarre in 9 anni oltre 10 milioni di euro. Per realizzare il loro progetto criminale hanno fatto ricorso alla falsificazione di firme e di mandati di pagamento compilati con causali differenti (a seconda che lo stesso documento fosse destinato alla Banca o agli atti dell’Ente). Gli artifici documentali, inoltre, hanno riguardato essenzialmente spese obbligatorie (quali oneri del personale, previdenziali e assistenziali) per le quali si è rivelato più agevole eludere ogni forma di controllo interno. L’utilizzo di una causale generica quale è quella di “contributi” ha favorito l’immediata liquidazione di ingenti importi e limitato le probabibilità che gli amministratori dell’Ente scoprissero l’enorme “buco”. Gli istituti di credito, dal canto loro, chiamati a svolgere il mero servizio di “cassa”, hanno registrato gli stessi importi o a favore dell’ex responsabile dell’ufficio ragioneria del Bellini e dei dipendenti suoi complici o a favore di imprese partecipi all’illecito.
Il secondo stratagemma, invece, che ha fruttato agli indagati un profitto complessivo pari a circa 4 milioni di euro, ha visto la complicità di un reticolo di imprese commerciali compiacenti spesso riconducibili alle medesime persone fisiche e generalmente inadempienti al Fisco. Le imprese attive nel lucroso circuito sono circa 20 e risultano destinatarie di pagamenti a fronte di prestazioni mai effettuate a favore dell’Istituto Bellini. Anche in questa circostanza, la predisposizione di una contabilità artefatta unita a falsi mandati di pagamento ha favorito la distrazione del denaro pubblico. 
Il ruolo delle imprese partecipanti al disegno criminale è consistito nell’aprire conti correnti e carte prepagate nei quali far affluire il fiume di denaro sottratto e successivamente nel disporre, attraverso operazioni di home banking e di emissione di assegni nonché di prelevamenti in contanti, dei fondi illecitamente acquisiti per la restituzione e il reimpiego a favore degli stessi indagati.
L’attività delle Fiamme Gialle, particolarmente meticolosa nella ricostruzione dei complessi percorsi seguiti dai flussi finanziari transitati in banca o per contanti, ha consentito di acquisire importanti riscontri sul ritorno delle somme illecitamente distratte nella disponibilità dei principali indagati.
Destinatari della misura in carcere e principali artefici della grave apprensione di denaro pubblico sono:
– la responsabile dell’ufficio di Ragioneria dell’Istituto Bellini fino al maggio 2016, Giuseppa Agata CARRUBA (cl.1957) indagata per peculato, e il coniuge Fabio Antonio MARCO (cl. 1956) indagato per peculato, ricettazione, riciclaggio, nonché quale promotore e organizzatore di un’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio;
– la responsabile della segreteria didattica dell’Istituto fino al maggio 2016, Vita Marina MOTTA (cl.1960) chiamata a rispondere di peculato;
– la responsabile dell’ufficio del Personale del Bellini fino al maggio 2016, Lea MARINO (cl.1952) indagata per peculato;
– un consulente del lavoro e amministratore di fatto di diverse società che hanno fittiziamento intrattenuto rapporti commerciali con l’ente pubblico, Sergio STRANO (cl.1970) indagato per plurime ipotesi di riciclaggio e ritenuto il promotore e l’organizzatore di un’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio;
– un legale rappresentate di più società che solo apparentemente hanno fornito beni e/o servizi all’Istituto musicale, Giancarlo Maria Benvenuto BERRETTA (cl.1949) quale concorrente nei reati di riciclaggio e partecipe della già citata associazione criminale.
Agli arresti domiciliari, invece:
– Paolo DI COSTA (cl.1973) e Roberto Vito Claudio RUSSO (cl.1954) già dipendenti dell’Istituto Musicale “V.Bellini”, indagati per peculato;
– Vito Enrico BARBUTO (cl.1962), Roberta MARCO (cl.1990), Valentina Piera MAZZARINO (cl.1987), Davide PALMISCIANO (cl.1992), Francesca SANFILIPPO (cl.1982) quali imprenditori concorrenti nei reati di riciclaggio e partecipi di un’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio;
– Massimo VECCHIO (cl.1980), Francesco Antonio NICOLOSO (cl.1990), Salvatore RIZZO (cl.1990), Marco GARUFI (cl.1995), quali intestatari di carte prepagate, indagati per reati di riciclaggio e di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio;
– Francesco MARCO (cl.1960), Alfio PLATANIA (cl.1979), Luigi PLATANIA (cl.1976), Antonino MUNAGO’ (cl.1976), Raffaele CARUCCI (cl.1969), imprenditori indagati per riciclaggio;
– Massimo LO ROSSO (cl.1971) imprenditore indagato per peculato in concorso, tra gli altri, con la CARRUBBA.
Unitamente alle misure restrittive personali, il GIP ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, nei confronti degli indagati del complessivo profitto criminale pari a oltre 14 milioni di euro. I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania stanno eseguendo accertamenti patrimoniali ed economico-finanziari volti a rintracciare ogni bene che sia nella disponibilità, anche indiretta, della consorteria criminale.

Bianca Slivinschi, del al Liceo Classico G. Govone di Alba, vince la fase nazionale delle Olimpiadi delle Neuroscienze

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CATANIA – Neuroscienze, disputate le finali nazionali delle Olimpiadi a Catania. Conclusa la fase nazionale della competizione promossa dalla Società Italiana Neuroscienze e organizzata dall’Istituto Scienze Neurologiche del Cnr di Catania. Da Catania a Washington con una borsa per le Olimpiadi. Dalla logica all’anatomia passando per le domande sul funzionamento del cervello: così si sono sfidati i “cervelloni” di domani.

Una mattinata di prove serrate fino alla qualificazione dei cinque finalisti che si sono sfidati al ritmo dell’esclusione diretta: è Bianca Slivinschi la vincitrice della fase nazionale delle Olimpiadi delle Neuroscienze che quest’anno per la prima volta si è tenuta a Catania grazie all’impegno di tutto l’Istituto di Scienze neurologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) della città etnea. 
La studentessa di origine rumena, che vive e studia in Piemonte al Liceo Classico G. Govone di Alba, ha avuto la meglio sugli altri finalisti – Alessio Barchiesi (Marche), Damiano Carrara (Lombardia), Luca Caffiero e Stefano Puligheddu (Sardegna) – conquistando la borsa di studio che le consentirà di partecipare alla finale internazionale che si terrà a Washington, negli Stati Uniti, dal 3 al 6 agosto 2017 nell’ambito della American Psychological Association’s Convention.
«Abbiamo premiato i giovani talenti che si sono misurati durante tutte le fasi della competizione, mettendo alla prova le loro capacità, la passione e l’interesse per le materie scientifiche e le Neuroscienze in particolare – ha dichiarato durante la cerimonia di premiazione il coordinatore nazionale dell’iniziativa Maria Vincenza Catania del CNR di Catania – gli studenti hanno affrontato prove a squadra e individuali, dalla logica all’anatomia passando per le domande finali specifiche su aspetti funzionali e patologici del cervello umano. L’obiettivo principale di questa iniziativa, promossa dalla Società italiana di Neuroscienze, è quello valorizzare i giovani talenti italiani attraendo le migliori intelligenze allo studio del Sistema Nervoso, per preparare i neuroscienziati di domani, e indirettamente per accendere i riflettori sul sistema della ricerca e della formazione in ambito scientifico in Italia, che rimane uno dei migliori al mondo – ha ribadito Catania – poiché riesce a garantire altissimi livelli di preparazione dei nostri ricercatori, molto apprezzati soprattutto all’estero. Un ringraziamento speciale va agli insegnanti degli istituti superiori di tutte le regioni d’Italia che hanno accompagnato i loro allievi in quest’esperienza e che quotidianamente si impegnano nell’arduo compito di formare e guidare quelli che saranno i medici, i biologi e più in generale i professionisti di domani. Questi ragazzi e i loro insegnanti sono la dimostrazione tangibile del valore dell’insegnamento in Italia, che nonostante i problemi, riesce a garantire un altissimo livello di preparazione e opportunità di conoscenze innovative».
Maria Vincenza Catania e Bianca Slivinschi
L’evento nasce negli Stati Uniti nel 1998 e attualmente coinvolge più di 40 Paesi in tutto il mondo. L’Italia partecipa alla competizione internazionale dal 2010 con le Olimpiadi delle Neuroscienze che quest’anno hanno registrato una partecipazione di 217 scuole e 5400 studenti in tutto il territorio italiano.