Lavoratori impiegati completamente “in nero”, obbligatoria assunzione per tre mesi

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COSENZA – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cosenza, nel corso delle ordinarie attività di controllo economico – finanziario del territorio, ha scoperto presso un cantiere e presso i locali utilizzati da una società che si occupa di trasporto merci, la presenza di operai non risultanti da alcuna documentazione obbligatoria prevista ai fini del loro impiego. Leggi tutto “Lavoratori impiegati completamente “in nero”, obbligatoria assunzione per tre mesi”

Isabella di Morra nella poetica della tragedia, biograficamente e letterariamente

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COSENZA – Isabella di Morra uccisa dai fratelli per essere stata l’amante di Diego Sandoval? Se ne parlerà a Cosenza – Biblioteca Nazionale. “La doglia eterna” della poetessa di Valsinni! Si parlerà a Cosenza di Isabella di Morra il 26 febbraio 2018 nella Sala della Biblioteca Nazionale grazie al Convegno di Cultura Maria Cristina di Savoia presieduto da Angela Gatto. Leggi tutto “Isabella di Morra nella poetica della tragedia, biograficamente e letterariamente”

Reati fiscali e truffa ai danni dello Stato, a Cosenza 12 arresti della Guardia di finanza

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COSENZA – Procura della Repubblica presso il Tribunale di Paola. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, nell’ambito delle indagini dirette dal Procuratore della Repubblica di Paola, Dott. Pierpaolo Bruni, hanno eseguito 14 misure cautelari personali e sequestri preventivi per equivalente per oltre 33 milioni di euro. Leggi tutto “Reati fiscali e truffa ai danni dello Stato, a Cosenza 12 arresti della Guardia di finanza”

Assenteismo alla Regione Calabria, la Guardia di finanza arresta sette dipendenti

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COSENZA – I militari del Comando Provinciale Guardia di Finanza di Cosenza, nell’ambito delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Cosenza, hanno notificato 7 misure cautelari personali nei confronti di altrettanti dipendenti della Regione Calabria, indagati per truffa aggravata ai danni di Ente Pubblico. Leggi tutto “Assenteismo alla Regione Calabria, la Guardia di finanza arresta sette dipendenti”

Alla Galleria Nazionale di Cosenza la mostra delle opere finaliste del progetto Polopositivo

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Angela Acordon
COSENZA – Sabato 14 ottobre 2017, alle ore 17, presso la Galleria Nazionale di Cosenza, in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da Amaci – Associazione Musei di Arte Contemporanea d’Italia, si inaugurerà la mostra delle opere finaliste del progetto Polopositivo, finanziato dalla Direzione Generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del MiBACT – Piano per l’arte contemporanea -, concorso rivolto a giovani artisti, di età compresa tra i 21 e i 40 anni, italiani e stranieri operanti in Italia, invitati a realizzare scatti fotografici o contributi video scaturiti dalla frequentazione, osservazione, fascinazione, lettura critica e interpretazione dei luoghi del Polo Museale della Calabria.
La selezione delle dieci opere finaliste e l’individuazione dei vincitori è stata affidata ad una giuria, designata dalla direttrice del Polo Museale della Calabria, Angela Acordon, composta, oltre che delle curatrici del progetto, Melissa Acquesta e Gemma-Anaïs Principe, di storici dell’arte, docenti universitari, esperti del settore ed esponenti di realtà che interagiscono con le giovani generazioni di artisti: Giulio Archinà, fotografo; Maria Flora Giubilei, direttore dei Musei di Nervi; Leonardo Passarelli, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi della Calabria; Luigi Ratclif, segretario GAI – Circuito dei Giovani Artisti Italiani; Marilena Sirangelo, gallerista; Angela Tecce, direttore Fondazione Real Sito di Carditello; Massimiliano Tonelli, direttore responsabile Artribune.

Finalisti del concorso:
sezione fotografia: Martina Ceravolo, Niccolò De Napoli, Francesca Ferraiuolo, Anna Rita Iusi, Mirella Nania, POLI INVERSI (Giuseppe Lo Schiavo – Roberto Sottile).
sezione video: Marta Frei, Salvatore Insana, Domenico Isabella, Giacomo Triglia.
Durante l’inaugurazione della mostra saranno proclamati i quattro vincitori; due per la sezione fotografia e due per video-arte.
Polopositivo si radica profondamente nel territorio di riferimento filtrato attraverso gli occhi, la sensibilità ed il lavoro degli artisti selezionati; un’immagine nuova e sorprendente, sia evocativa che analitica, alla quale affidare la promozione e la valorizzazione dei luoghi e delle opere sotto la tutela del Polo museale della Calabria.

L’iniziativa si avvale del patrocinio del Comune di Cosenza e della media-partnership di SMALLZINE, periodico trimestrale dedicato all’arte contemporanea a cura di Loredana Barillaro.
La mostra delle opere finaliste del progetto Polopositivo rimarrà aperta al pubblico fino al 26 novembre 2017 e potrà essere visitata secondo il seguente orario: ore 10/18 dal martedì alla domenica. Ingresso gratuito.

Ministro Franceschini, fortifichi la Biblioteca Nazionale di Cosenza acquisendo la Civica in crisi, anzi lucchettata

COSENZA – La Biblioteca Civica di Cosenza passi alle dipendenze del Mibact. Appello a Franceschini di Pierfranco Bruni. Cosenza. Biblioteca Civica. Si chiude. Economia. Personale. Funzionalità o altro. Crisi! Uno spaccato di storia antica che diventa memoria. Certo la chiusura di una biblioteca come la Civica di Cosenza pone delle riflessioni sul legame tra territorio economia e cultura.
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Pierfranco Bruni
Ma siamo in una crisi mondiale in cui la cultura non è stata in grado di diventare realmente schieramento strategico per nuovi modelli di sviluppo culturale. Non è una questione che riguarda solo Cosenza. Certo. Credo che sia un problema in un tempo di problemi, certamente. Ma Cosenza è città di cultura. È stata e sarà. 
Non è una tragedia da consumarsi come tragedia. 
La Biblioteca nazionale ovvero il Mibact dovrebbe poter #incamerare# la Civica. Diventare un’unica Biblioteca sotto la guida della Nazionale che svolge un ruolo di primaria importanza in tutta la Regione ed è magnificamente diretta da Rita Fiordaliso. 
Diventare una unica biblioteca Nazionale. Ovvero del Mibact. 
Occorrono idee. Un progetto politico culturale tra Comune e Mibact.

Non so se sia stata già avanzata una tale proposta. Ma è necessario che il Mibact si assuma l’onere e anche l’onore di far rinascere una biblioteca che ha una sua particolare storicità per la vita di Cosenza, che insieme alla Accademia Cosentina, ha rappresentato un riferimento per tutto il Sud. Cosenza è città di cultura. 
Tale deve restare anche perché la Biblioteca Nazionale svolge oggi un punto di intreccio istituzionale per tutta la Calabria. Si fortifichi allora la Nazionale con nuove economie e personale per dare vita a un processo culturale rinnovato e recuperato nella tradizione. Io credo molto ad una tale strategia. 
P. S. 
Ministro Franceschini, lei è stata persona sempre attenta e sensibile e anche molto coraggiosa. 
La Riforma dei Musei la vede, come persona istituzionale e come uomo di vera cultura (non dimentichi ora che fa il ministro di essere uno scrittore forte) vincente. Fortifichi la Biblioteca Nazionale di Cosenza acquisendo la Civica in crisi, anzi lucchettata. 
Lei è un grande ministro della cultura. Un atto del genere è nella sua sensibilità intellettuale e nella sua storia che ha tracciato sinora. 
Mi auguro di leggere presto un suo segnale. 
Con stima
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Alla Biblioteca Nazionale di Cosenza mostra dedicata a figura e opera di Totò a cinquant’anni dalla morte

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COSENZA – Mostra e Convegno a Cinquant’anni dalla morte di Totò. Biblioteca Nazionale di Cosenza. La Biblioteca Nazionale di Cosenza – Mibact – inaugurerà martedì 16 maggio 2017, alle ore 17, nell’Area Museale, Piazza Toscano, una mostra dedicata completamente alla figura e all’opera di Totò a Cinquant’anni dalla morte.

Sarà preceduta da un convegno sul tema: “Io non so leggere, so soltanto scrivere. Ecco qua: Totò a Cinquant’anni dalla scomparsa. Un personaggio. Un mito”.
Il profilo dell’ironia di Totò nella letteratura cinematografica e teatrale ha lasciato segni tangibili nel contesto contemporaneo. La sua ironia pulita e intelligente non è comparabile ad alcuna comicità grezza e linguisticamente non apprezzabile dei nostri giorni. L’unico erede può considerarsi certamente Massimo Troisi. Unico erede di una nopetanità dentro i Mediterranei possibili.  

Ci sono linee marcanti tratteggiate dalla malinconia che nasce da Pirandello e si innesta nei De Filippo. La malinconia della recita è la ricerca di trasformare l’inquietudine in tentazione di armonia. Il sorriso a volte diventa un riso. Pirandello diventa l’interprete del riso in malinconia. Totò trasforma la malinconia in riso. La vita è un definire il legame tra tristezza e nostalgia diventando personaggi attori e maschere. Totò e Pirandello sono altro rispetto allo sguardo di Wilde nello specchio. 
Totò: “Perdere chi non conosce rispetto è un grandissimo guadagno”.
Bruni: “… è sempre doloroso perdere chi pensa di volerti bene ed è triste perdere chi pensa di rispettarti. Ma si tratta soltanto di un pensiero…”.
Totò: “L’ignorante parla a vanvera. /L’intelligente parla poco. /’O fesso parla sempre.
A Pirandello Totò deve “L’uomo, la bestia e la virtù” del 1953 sceneggiato da Steno (che curò la regia) e da Vitaliano Brancati e che andò in onda su Tai Tre addirittura nel 1993 e “La patente”, del 1954 per la regia di Luigi Zampa, un episodio all’interno di “Questa è la vita”, novella di Pirandello. 
Mario Gromo, molto attento, ebbe a dire: “La patente trasforma in commediola , e talvolta in farsa , una stridente situazione drammatica…e Totò è qua e là efficace …”.
Due pellicole che non ebbero (molto) successo. Ci furono problemi vari. Ma la questione più vera fu che Totò si senti molto “imprigionato” nelle parti dei personaggi che recitava. In altri termini un Totò che non fu lasciato libero di Totò. Dovette segrire rigidamente il copione. Questo non lo rese realmente autentico.  Totò a  50 anni dalla scomparsa, ovvero Antonio de Curtis nel personaggio esemplare di Totò. Ironia e umorismo. Maschera e comicità. L’uomo che è oltre l’improvvisazione. 
Totò: “Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiesero il bis”, la maschera e l’ironia. Totò ha segnato un tempo che lega Prandello e Eduardo De Filippo. L’ironia che si fa riso – sorriso. Un concetto profondamente pirandelliano: “Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, sono gli occhi della mia coscienza”. “La mia faccia non mi è nuova, ce l’ho da quando sono nato”. 

Totò e Pirandello hanno creato maschere. Eduardo De Filippo ha messo sulla scena la sua maschera. 

Pirandello ha creato personaggi. Scarpetta ha vissuto il personaggio e la maschera. Totò ha realizzato la teatralità e il cinema come maschera e come personaggio: “Vi sono momenti minuscoli di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza”.
L’ironia e la poesia sono un colloquiare  tra le linee del sorriso – consapevolezza del sogno  tragico. 
Un personaggio complesso. Un attore mai attore sul senso tout court del termine, ma personaggio che recita la vita. O meglio che lascia che la vita si rappresenti nella sua sfaccettatura con le maschere e con gli specchi. Non c’è l’umorismo filosofico pirandelliano nel suo dire e nel suo essere come umorismo di sorrisi vani. L’umorismo nella ironia tragica del quotidiano, (cfr. anche Petrolini), vivere è già oltre il riso – sorriso, ma è anche consapevolezza del senso inquieto del vivere. 
Intorno alla figura di Totò, al personaggio Totò, ci sono dimensioni teatrali, letterarie e chiaramente cinematografiche. Ma Totò nasce nella letteratura.  Il Totò poeta e drammaturgo. Ovvero nei linguaggi e nella gestualità di un pirandelliano modello in cui sembra incrociare Ionesco e Kafka. O meglio l’assurdo e l’enigma. 
È un dato letterario di non poca rilevanza sino a toccare uno scrittore italiano che è sulla linea del “gioco” fittizio e reale della vita – letteratura: Tommaso Landolfi. Landolfi e il gioco. 

Corrado Alvaro  scrive riferendosi a “Guardie e ladri” del 1952 del regista Mario Monicelli:  “Verso la fine del film, Totò e Fabrizi, uno da ladro e l’altro da poliziotto, inseguito e inseguitore, devono dirsi alcune parole sulla loro condizione, giustificandosi e quasi scusandosi reciprocamente sulla ineluttabilità del oro mestiere..[..] Dietro al ladro e al poliziotto c’è una società che si difende dai ladri per mezzo dei poliziotti; ma gli uni e gli altri, almeno in questo film, senza una vera vocazione per il loro mestiere…[..] Totò e Fabrizi qui sono, nella loro parte, in vena come in pochi altri lavori…” (“Mondo”, gennaio 1952).
È chiaro che Totò incarna la “napoletanità” nella gestualità , e nel linguaggio poetico, di Eduardo Scarpetta. Ma Napoli è il centro della recita trecentesca e barocca e rivoluzionaria. La napoletanità è la “bufera” della metafora nerudiana della maschera di Troisi, ma è anche l’eccezionale messa in scena del salotto Serao e delle gesta di Eduardo Scarfoglio, inquieto esploratore dei mondi sommersi e viaggiatore elettrizzante – estetizzante con D’Annunzio, che intreccia la scena, la ribalta, il retroscena. 
Totò, comunque, conosce l’incastro sottile e letterario che si vive tra il Pirandello della maschere muse nude e Eduardo De Filippo nel suo equilibrio di un riso terribilmente ironico inquieto. 
Come Pirandello non è essenzialmente teatro dell’umorismo, ma dell’ironia tragico, Totò rappresenta il sorridere nella consapevolezza della tragico nella solitudine delle vite. E non è solo cinema. Credo che bisogna partire da un “ritaglio” di fondo che è quello letterario. 
Non c’è uno spartiacque definito tra Pirandello De Filippo Totò e Eduardo Scarpetta. È la recita propriamente mediterranea sicula – campana alla quale aveva dato un forte contributo Giovanni Boccaccio nel suo abitare luoghi e personaggi napoletani con una Fiammetta popolano. 
Totò in fondo conosce molto bene questi ruoli e queste appartenenze e rende il tutto in una intelaiatura in cui il linguaggio e la fisicità dei gesti restano fondamentali. 
Sempre Totò: “A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame”. 
Totò crea un linguaggio rompendo tutti gli schemi semantici. La sua è propriamente una lingua non solo popolare ma ironico – aristocratica. Può sembrare strano ciò. Ma il popolare e il nobiliare sono parte integrante di quella “livella” che è la filosofia del quotidiano. 
Per questo credo che non si può prescindere da una visione letteraria in cui la lingua e il linguaggio dei gesti e delle forme sono rappresentazione di una estetica dei personaggi, del personaggio Totò e dell’uomo Antonio de Curtis. 
Certo, ritornerò a scrivere e a parlare in più occasioni su Totò, Antonio de Curtis (per abbreviazione perché i titoli e i nomi sono molti), e su questi percorsi. 
Totò era nato a Napoli il 15 febbraio 1898 e morto a Roma il 15 aprile del 1967. Un personaggio oltre la maschera stessa. Sempre nostro ironico e italico contemporaneo. L’ironia tra umorismo e tragedia di Pirandello è dolorosa consapevolezza in De Filippo. Resta sempre maschera in Scarpetta e in Totò è il sorriso del senso tragico. Totò”. 
Totò non una maschera ma un personaggio! Un personaggio che ironicamente sa di saggezza: “Vi sono momenti minuscoli di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza”. Mi sembra che il tutto possa corrispondere ad una bella osservazione di Alberto Bevilacqua che tanto amava Totò: “Devo per forza costruire sempre un’altra realtà nella realtà perché, di quello che è, io non riesco mai ad accontentarmi”. Totò, un maestro di stile in una contemporaneità in bianco e nero.
Un Totò che ha vissuto nella malinconia uno stile, una eleganza: “Vi sono momenti minuscoli di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza”. Che si intreccia con il Troisi: “L’amore è tutto quello che sta prima e quello e che sta dopo. Magari bisognerebbe tenere più in considerazione il durante”.