Dylan Thomas, popolare dal dopoguerra per i suoi innovativi radiogrammi, omaggiato a Napoli da Gabriele Frasca

napoli dylan thomas
NAPOLI – Con un omaggio di Gabriele Frasca al poeta gallese Dylan Thomas, divenuto popolare nel dopoguerra per i suoi innovativi radiogrammi, nel centenario della nascita, lunedì 27 ottobre ore 16, riprendono a pieno ritmo le attività autunnali della Biblioteca Nazionale di Napoli con gli appuntamenti settimanali delle sezioni Americana e Venezuelana. Frasca, che ha dedicato recentemente a Dylan Thomas un lavoro scenico, leggerà pagine di Under Milk Wood (sotto il BoscoLatte). Ogni settimana incontri, conferenze e reading dedicati alla letteratura statunitense e latino – americana raccontata attraverso la voce dei suoi scrittori mentre continuano gli appuntamenti dei gruppi di lettura in lingua: martedì 21 ottobre ore 16 primo incontro del gruppo leggere lusofilo dedicato al libro dell’Inquietudine di Fernando Pessoa condotto da Regina Pereira da Silva.

Proseguono anche gli incontri del sabato, ore 10,30, dell’American Literature Reading Group dedicati a The love Song of J. Alfred Prufrockdi di T.S. Eliot. Napoli Biblioteca Nazionale – Piazza del Plebiscito 1- Palazzo Reale – si accede attraverso l’ingresso di piazza Trieste e Trento.

Il Flauto Magico di Mozart il 26 ottobre al Teatro Duse di Bologna, bambini all’opera. Regia di Sandra Bertuzzi

teatro duse bologna
BOLOGNA – Il Fantateatro torna in scena al Duse con il ‘Flauto magico’ di Mozart. Il 26 ottobre alle 17 bambini all’opera regia di Sandra Bertuzzi. Reduce dal sold out del ‘Barbiere di Siviglia’, il Fantateatro torna in scena il 26 ottobre alle 17 sul palco del Teatro Duse di Bologna con ‘Il flauto magico’, per la regia di Sandra Bertuzzi e con la partecipazione straordinaria dei cantanti lirici preparati dal maestro Angelo Gabrielli. Lo spettacolo fa parte di DuseLirca, progetto che nasce per avvicinare i bambini e le loro famiglie al mondo della belcanto. L’idea è quella di accompagnare alla musica e al canto dal vivo, il linguaggio teatrale per favorire l’attenzione e semplificare la comprensione della trama. Gli spettacoli sono adatti a bambini e ragazzi dai 5 anni ai 12 anni e rispettano fedelmente le trame e le ambientazioni delle opere originali.

In questo allestimento de ‘Il flauto magico’ le arie più famose del capolavoro fiabesco di Mozart si susseguono nel corso di una narrazione scenica che restituisce intatto tutto il fascino della sua musica, dalle acutissime note della Regina della Notte, a quelle tenebrose di Sarastro, passando per quelle divertenti di Papageno. In scena ci saranno gli attori Giacomo Cordini, Umberto Fiorelli, Tommaso Fortunato, Fabio Govoni, Marco “Marcone” Mandrioli, Valeria Nasci, Daniele Palumbo, Simona Pulvirenti, MonaLisa Verhoven. Accanto a loro i cantanti, Federico Benetti, Takaya Ehara, Angela Nisi, Daniela Cappiello, Daniele Terenzi e Beatrice Mezzanotte, accompagnati al pianoforte dal Maestro Mirca Rosciani.
La concertazione musicale e la preparazione del cast vocale è affidata al Maestro Angelo Gabrielli, docente di sassofono e canto, che da anni tiene master di perfezionamento sulle tecniche di respirazione applicate al canto e all’interpretazione nel repertorio operistico presso prestigiose istituzioni tra le quali l’Accademia Lirica di Osimo, l’Accademia Mario Melani e il  Teatro Rossini di Pesaro. Fondatore, nel 1987di  Stage Door, una  fra le più importanti agenzie musicali a livello internazionale, è invitato regolarmente come giurato nei più prestigiosi concorsi internazionali di canto. L’11 gennaio 2015 all’Accademia Filarmonica Romana il Maestro Gabrielli terrà una working session pubblica con cantanti professionisti.
Fantateatro nasce nel 2004 dall’incontro di registi, pedagogisti, attori, ed educatori e ha al suo attivo oltre 80 titoli in repertorio. La contaminazione dei diversi linguaggi artistici (arte, musica, teatro di figura, lirica) e la freschezza tipica del grande cinema di animazione, sono gli ingredienti che hanno contribuito alla crescita artistica della compagnia, nella consapevolezza dell’importanza di formare i più piccoli ai linguaggi dell’arte.
Il Fantateatro tornerà al Duse nella stagione 2014/2015 con altri due spettacoli:
Il 5 e 6 gennaio con ‘Pezzi di carbone e manici di scopa’
Il 10 maggio con ‘Alice nel pentagramma delle meraviglie’.

Pierfranco Bruni dirige il progetto su “Letteratura e Grande Guerra” nelle manifestazioni del Centenario

centenario grande guerra
ROMA – Pierfranco Bruni dirigerà per il Sindacato Libero Scrittori Italiani il Progetto su “Letteratura e Grande Guerra” nelle manifestazioni del Centenario. Un incarico culturalmente prestigioso. Nell’ambito delle iniziative  e delle manifestazioni per i Cento anni dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, il Sindacato Libero Scrittori Italiani curerà un Progetto sulla funzione degli intellettuali, e soprattutto degli scrittori e dei poeti che  hanno avuto un ruolo sia come interventisti sia come neutralisti e come protagonisti schierati per la Guerra e che hanno partecipato alle battaglie stando nelle Trincee e nei campi di combattimento.
A dirigere e a coordinare il Progetto è stato chiamato Pierfranco Bruni sia per i suoi meriti culturali internazionali sia per aver già svolto il compito di Presidenti in Comitati Nazionali per la valorizzazione della Cultura per conto del Mibact e aver rappresentato la cultura, sul piano istituzionale, all’Estero, e tuttora oltre ad essere il Responsabile del Progetto Etnie del MIbact,  riveste la carica di Presidente del Comitato per il Centenario della nascita di Giuseppe Berto istituito dalla Regione Calabria e cura un Progetto sul Novecento Europeo delle Letterature del Mediterraneo.

Tra gli altri compiti prestigiosi Bruni rappresenterà, per conto del SLSI, la cultura italiana nelle manifestazioni all’estero riguardanti proprio le attività riferite al rapporto tra Intellettuali e Grande Guerra con degli incontri su D’Annunzio, Ungaretti, Papini, Serra, Malaparte, Carrieri.

Selvaggia Lucarelli e Francesco Testi a Napoli per la moda di Carlo Pignatelli. Anche Gabriel Garko a Tutto Sposi

napoli tutto sposi
NAPOLI – Tutto Sposi: sul nuovo palco del Palasposa i protagonisti del week end inaugurale. Ovazione per la sfilata di Carlo Pignatelli con Selvaggia Lucarelli e l’attore Francesco Testi Domenica doppio défilé  alle 19.30 e alle 21.00 con Gabriel Garko passerella. Palasposa grande protagonista della giornata inaugurale della 26.ma edizione di Tutto Sposi. Sala gremita per assistere alla sfilata della maison Carlo Pignatelli che ha visto protagonista, sul white carpet, l’ospite d’onore la blogger ed opinionista Selvaggia Lucarelli e l’attore Francesco Testi. Domenica si raddoppia con le sfilate degli atelier Stella White e Diva e Dame mentre l’ospire sarà l’attore Gabriel Garko.

Applausi e standing ovation del pubblico per lo stilista torinese Carlo Pignatelli al termine della sfilata che ha di fatto inaugurato la passerella e il nuovo palco di Tutto Sposi. La sfilata ha visto protagonista, insieme alle ricche creazioni dello stilista torinese, anche l’attore Francesco Testi. Proprio l’ interprete delle più importanti fiction degli ultimi anni (come Furore, Il peccato e la vergona, L’onore e il rispetto, Baciamo le mani), ha indossato in passerella gli abiti della nuova collezione per il 2015. Carlo Pignatelli veste l’uomo protagonista anche nelle occasioni speciali, rendendo elegante per un presente indimenticabile  fondendo la tradizione sartoriale del passato e le linee attuali e moderne.
In serata il direttore di Diva e Donna, Angelo Ascoli, ha consegnato il premio messo in palio dal suo rotocalco, all’opinionista e blogger Selvaggia Lucarelli che ha presentato la serata. Il riconoscimento è stato assegnato alla giornalista quale “portatrice” delle verità al di fuori degli schemi convenzionali.
La consueta festa di apertura di Tutto Sposi, con modelle, ospiti, stilisti e vip è stata poi celebrata al noto locale notturno Teatro Posillipo con cena e balli.
Domenica, invece – riporta ancora un comunicato stampa -, in passerella sfileranno gli atelier Stella White (ore 19.30) e Dive & Dame (ore 21.00) che accoglieranno sul palco Gabriel Garko. Sempre al Palasposa, nel corso dei défilé prenderà il via il premio Parthenope, un riconoscimento voluto da Martina Ferrara, presidente di Tutto Sposi, assegnato a coloro che hanno promosso l’immagine di Napoli in Italia e nel mondo.
Il primo a ricevere la meravigliosa scultura a forma di anemone di mare realizzata in ceramica ed oro, sarà l’attore e comico Francesco Paolantoni, antesignano della comicità partenopea in televisione sin dai lontani anni 80 allo Zelig di Milano.
Lunedì 20 in programma la sfilata, dell’atelier Ersilia Principe che alle ore 20 porterà in passerella oltre 35 capi. Tutto Sposi apre il sabato e la domenica dalle  10.30 alle 22.30 e i giorni feriali dalle 16.30 alle 21.30.

Campionato del Mondo di Coastal Rowing (canottaggio costiero), cinque medaglie per le società italiane

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ROMA – Mondiali Coastal Rowing a Salonicco: cinque medaglie per le società italiane. Al termine del Campionato del Mondo di Coastal Rowing (il canottaggio costiero) le Società italiane in gara hanno conquistato 5 medaglie (2 oro, 2 argento, 1 bronzo) aggiudicandosi due titoli di campione del mondo di società nel quattro di coppia con timoniere grazie al CC Saturnia, con l’equipaggio formato da Lorenzo Tedesco, Nicholas Brezzi Villi, Alessandro Mansutti, Simone Ferrarese e al timone Stefano Gioia, e nel doppio per merito della SC Elpis dei fratelli Federico e Francesco Garibaldi.

Le due medaglie d’argento sono arrivate, invece, dal singolista della SC Padova, Simone Martini, che si è piegato solo allo svedese Peter Berg che lo ha superato mentre Martini era fermo per recuperare il remo sfuggitogli di mano per le onde, e dal doppio della Nazario Sauro il quale, con Andrea Milos e Stefano Donat, si è arreso per poco più di due secondi alla barca italiana dell’Elpis che ha vinto il titolo. La medaglia di bronzo è giunta, infine, sempre nel quattro di coppia con timoniere grazie alla SC Elpis la quale, con Enrico Perino, Giorgio Casaccia Gibelli, Cesare Gabbia, Davide Mumolo e Marina Plos al timone, ha chiuso al terzo posto dietro ai vincitori del CC Saturnia e all’Ungheria, che ha conquistato l’argento. Prossimo appuntamento mondiale per questa specialità nel 2015 a Lima, in Perù.

Foto (M.Perna – Canottaggio.org ©): podio con vincitori.

Matthias Rath, ideatore del concetto scientifico della Medicina Cellulare, in convegno a Barletta

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BARLETTA – Convegno di Medicina Cellulare a Barletta, ospite d’eccezione il suo creatore, il dottore Matthias Rath. Nel pomeriggio di domani 19 ottobre alle 15,15 avrà luogo nella sala convegni il Brigantino 2 in Viale Regina Elena a Barletta (BT), il Convegno dell’Alleanza del dottore Rath per la Salute sulla MEDICINA CELLULARE. Ospite d’onore il dottore Matthias Rath. L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Puglia, dalla Provincia Barletta-Andria-Trani, dal Comune di Barletta e promossa da L’Albero della Conoscenza, associazione culturale no profit di Barletta. Ospite e relatore d’eccezione nel convegno l’ideatore del concetto scientifico della Medicina Cellulare, il dottore Matthias Rath, per la prima volta nel Sud Italia. Lo scienziato tedesco, migliore allievo del professore Pauling, pioniere della ricerca sulle vitamine e   insignito per ben due volte del premio Nobel, ha riassunto i fondamenti della ricerca sulle vitamine proprio nel concetto di Medicina Cellulare. 
L’Istituto di ricerca fondato dallo stesso Rath, ha una posizione leader a livello mondiale per la divulgazione e lo sviluppo della medicina cellulare nella lotta contro le patologie a larga diffusione.

Nel convegno di domani un ampio focus sarà posto sulla Medicina Cellulare che si fonda sull’assunto che lo stato di salute o di malattia dell’organismo dipenda dallo stato dei miliardi di cellule che lo costituiscono. La salute del nostro corpo e di tutti i suoi organi è determinata dal funzionamento ottimale dei cosiddetti mattoni della vita, e affinchè ciò accada le cellule necessitano di un apporto costante di specifiche sostanze nutritive bioenergetiche per le numerose reazioni biochimiche che hanno luogo continuamente all’interno di ognuna di esse. La carenza cronica di una o più di queste sostanze nutritive causa disfunzioni cellulari e, pertanto, malattie. Un apporto giornaliero di vitamine e di minerali, aminoacidi e altri nutrienti essenziali, dunque, è fondamentale per creare una basilare misura preventiva e terapeutica per le malattie cardiovascolari ed altre patologie. Si tratta di un approccio terapeutico completo, sicuro, naturale, privo di effetti collaterali, fondamentale per essere in salute e prevenire malattie croniche.
Ospite e relatore d’eccezione nel convegno il dottore Matthias Rath. Il suo intervento è previsto per le ore 18,15. Lo scienziato propone infatti l’introduzione sistematica nella pratica clinica delle nozioni di biochimica in merito al ruolo svolto dai micronutrienti, utilizzati come biocatalizzatori in un’ampia gamma di reazioni metaboliche a livello cellulare. 
Dopo i saluti dei rappresentanti istituzionali, introdurrà ai lavori Lisa Marcone, rappresentante dell’Associazione L’Albero della Conoscenza di Barletta e consulente dell’Alleanza del Dr. Rath per la Salute. 
L’associazione culturale no profit L’Albero della Conoscenza, promotrice del convegno, organizza corsi di formazione sulla Medicina Cellulare: il materiale informativo è a disposizione degli associati che potranno godere anche di tutte le convenzioni stipulate dall’associazione e di tutti i workshop medici. L’associazione invita pertanto gli interessati all’argomento ad un colloquio con i propri esperti nel centro di Barletta.

Berto, Scotellaro e Levi tra terre e mare della Lucania nel bel mezzo di Matera Capitale Europea della Cultura

matera bruni
MATERA – Serata delle grandi occasioni per Matera Capitale Europea della Cultura. Raccontandola in una affollata sala di “Presenza Lucana” mentre si discuteva di Berto, Scotellaro e Carlo Levi tra le terre e il mare della Lucania. Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Giuseppe Berto, parlando di Carlo Levi e Rocco Scotellaro, nel 1956, lo aveva profetizzato. Aveva letto tra le parole di un Sud che attraversa Ionio e Tirreno. Sinisgalli ne aveva tratteggiato le memore con i ragazzi che giocavano con le monetine. Albino Pierro con la sua lingua di Metaponto e Tursi aveva danzato gli Orienti negli Occidenti. E nella piazza gli incontri sono stati appuntamenti senza orologio come ebbi a scrivere alcuni anni fa.
I sassi di Matera sono angoli, spigoli, spaccati di storia e di civiltà. Nell’azzurro di un cielo che ha macchie di nuvole quegli incavi sembrano parlare linguaggi dimenticati ma che hanno un senso e raccolgono frammenti di epoche. I popoli qui si sono incontrati e hanno dato voce a ciò che oggi è silenzio. Tra i sassi le voci sono antiche e  i silenzi  sono ancorati nel tempo e le rughe delle stagioni ci parlano di incontri che sono stati vita.

Ho appreso la notizia mentre parlavo di Giuseppe Berto e La Lucania nella sede, affollatissima, serata delle grandi occasioni,  proprio dell’Associazione culturale “Presenza Lucana”  di Taranto presieduta da Michele Santoro.
Matera, una cittadina del Sud, dove il sole è nell’alba e la luna è già nel tramonto. Un paesaggio che scivola sotto lo sguardo e il suo territorio è una risorsa il cui patrimonio è tra i vicoli. A passo lento si racconta di una civiltà contadina e si cercano le tracce che sono visibili. Matera è un luogo che si racconta. Più che una cittadina è un paesaggio.
Matera Capitale Europea della Cultura. Giuseppe Berto ha raccontato una profezia cercando gli scogli dei mari della Lucania.
Come leggerlo questo paesaggio? La storia è tra le case di pietre e tra i diroccamenti che in lontananza, di notte, sono un presepe di immagini e di luci. Questo paesaggio non si può ricostruire. 
pierfranco bruni matera
Lo si può leggere. Lo si può ascoltare. Lo si può interpretare. Ma la storia vi cammina dentro ed è fatta del sonno degli uomini che vi hanno abitato. E’ fatta dai sogni dei popoli che ci riportano i segni di un vissuto.
Cosa resta di questo vissuto? Ma come leggerlo? Cosa resta nella coscienza di una civiltà che qui ha costruito il suo habitat e il suo essere? Non credo che possano bastare le spiegazioni scientifiche o le giustificazioni storiche, archeologiche o architettoniche. Non ci sono spiegazioni davanti ad una lettura che offre immagini simboliche. Matera e le case di tufo si dichiarano attraverso i segni del tempo che registrano metafore nella decodificazione di una griglia mitica.
Hanno un linguaggio, i sassi. E questo loro linguaggio ci viene offerto grazie ad una simbologia che è immagine archetipale che spazia nella testimonianza del nostro essere. E tutti i segni che vengono percepiti ci giungono come tracciati mitici. La metafora della grotta, i labirinti, i cerchi, il tufo, la sabbia sono realtà geografiche che fanno di Matera un viaggio tra le appartenenze perdute di quei Paesi Mediterranei che respirano mare e deserto.
Appunto il Mediterraneo. I sassi sono un contesto di simboli mediterranei in cui l’incontro tra Occidente ed Oriente è fondamentale.  Ed è bello considerarli come elementi simbolici che si dichiarano nella memoria di ognuno di noi. Il Mezzogiorno è anche nel saper ricostruire questo patrimonio. Ma saperlo ricostruire principalmente è riuscire a rileggerlo nella sua anima. Questi sassi vanno trattati come se fossero i testimoni di un passato che continua a vivere dentro di noi. Dobbiamo saperli leggere, interpretarli, viverli o viverci dentro.   
In una civiltà che ha perso il senso delle cose ritrovare la vita spenta di cave abbandonate è come riaprirle ad una nuova umanità. Vi è dentro storia e antropologia. Vissuto di una comunità e identità perdute e ritrovate. Vi è dentro tradizioni e infanzie di popoli abbandonati. Ricostruire ciò è vivere un nuovo senso del tempo.
Matera vive questo tempo nel tempo di una civiltà che è memoria. Sono beni culturali che devono essere riconsiderati e sui quali occorre un investimento serio se si vogliono tutelare e valorizzare. La comunità ne ha bisogno. Il Mezzogiorno ne ha bisogno. La nostra civiltà deve essere messa nelle condizioni di capire e di leggere, grazie ai segni del tempo, tutta la sua verità storica. E questa verità, soprattutto, nei sassi non può essere soltanto quella scientifica. Abbiamo necessità di interpretare quella “piramide rovesciata” che lancia segnali. La “piramide” è un tempo primordiale, direbbe Laureano, il mio amico che mi ha condotto tra i passi di Matera.
La Calabria, la Basilicata, la Puglia raccontano storie di terra e di mare. Raccontano memorie sommerse come direbbe Corrado Alvaro. Raccontano i labirinti della Sila come recita Rocco Scotellaro. Raccontano paesi che si rincorrano come hanno sottolineato Carlo Levi e Tommaso Fiore. Ma le case di Matera sono un paesaggio dentro il paesaggio.
Cammino lungo le viuzze dei Sassi. E’ notte. La luna è un lampeggiare di riflessi, le stelle raccontano favole. Le case di tufo sono infanzie dimenticate. Ci sono echi e un vociar in lontananze che riporta e ci riporta nelle distanze del tempo. Cammino in un silenzio che lascia tonfi di nostalgia. Matera non è un luogo o una città soltanto. E’ un paesaggio di simboli che lascia coriandoli di immagini.
Sono ritornato a Matera. Dalla Puglia e dalla Calabria. Tra le case bianche, i sassi, la cultura contadina che richiama echi di una memoria assopita. Matera recita storia e questa storia è fatta di simboli, di miti, di immagini che rimangono bloccate nell’immaginario collettivo di un popolo. Le voci dei contadini sono quelle che recitava Rocco Scotellaro. Dobbiamo rileggere gli sguardindei bimbi ritratti da Carlo Levi.  I luoghi sono quelli decifrati da Giuseppe Berto.

SlugTerra: mostro dal confine. In prima tv sabato 18 ottobre. Una super lumaca che fa cose mai viste

slugterra k2 tv
MILANO – Dopo il grande successo della serie, in prima tv assoluta il film d’animazione Slugterra: mostro dal confine. Sabato 18 ottobre alle ore 19,55 su K2, canale 41 del digitale terrestre free, Sky Canale 626. Arriva in PRIMA TV assoluta il film d’animazione “SLUGTERRA: MOSTRO DAL CONFINE”: in un mondo sotterraneo popolato da buffe creature, un gruppo di ragazzi si batte per ristabilire la pace. “SLUGTERRA” è il cartone canadese che intrattiene milioni di bambini nel mondo. Ha per protagonista il quindicenne Eli Shane che, mettendosi sulle tracce del padre scomparso, scopre nascosto nelle profondità della terra un mondo ipertecnologico popolato da strane creature.

Qui Eli si fa degli amici e forma una squadra che si impegna a mantenere l’ordine. A dir poco particolari le munizioni impiegate: gli Slug, simpatici animaletti tutti con poteri diversi.

Nel film un nuovo pericolo emerge dalle oltre 99 caverne sotterranee, Eli e la Gang Shane corrono in soccorso. Ma ciò che li attende è una sfida senza precedenti: una lumaca è in grado di fare cose che nessuno su SlugTerra ha mai visto o sentito fare prima.
Ce la faranno i nostri giovani ragazzi a ristabilire la pace?

Racconti sulla contemporaneità, con interviste e testimonianze di personaggi d’eccezione della cultura: Testimoni su laeffe

floris su laeffe con matteo caccia
MILANO – Matteo Caccia riprende la nuova stagione del suo alfabeto pop con chi è stato testimone di momenti che hanno segnato e modificato la Storia, ospiti speciali: Giovanni Floris, giornalista, Freda Kelly segretaria dei Beatles e Frederic Martel sociologo. Matteo Caccia torna su laeffe (canale 50 DTT) con quattro appuntamenti inediti del suo alfabeto pop “Dalla A a laeffe”. Dal Festival internazionale del Mix Festival di Cortona il giovane volto dell’inchiesta cult-pop della tv di Feltrinelli presenta quattro racconti sulla contemporaneità attraverso le interviste e testimonianze di personaggi d’eccezione della cultura nazionale ed internazionale.

TESTIMONI è il titolo del primo speciale, uomini o donne che in maniera incidentale o per scelta, nella musica, nella società, nel giornalismo sono stati testimoni di momenti che hanno cambiato il corso della storia e le nostre vite.
Giovanni Floris, giornalista, narratore televisivo degli ultimi 15 anni politici,sociali, economici italiani;  Freda Kelly, segretaria dei Beatles, la ragazza più invidiata del mondo negli Anni Settanta, diventata la testimone di un  cambiamento storico della musica nel mondo; Frederic Martel, sociologo francese che ha studiato e raccontato i fenomeni della globalizzazione. E ancora, la testimonianza fotografica di James Nachtway.
Il ciclo dei quattro inediti appuntamenti continua il 25 ottobre con AVVENTURA,  ospiti Bjorn Larsson, WuMing, Giovanni Soldini, l’1 novembre con RACCONTARE in compagnia di Giuseppe Catozzella, Benedicte Billiet, Michele Serra, Alexander Romanovskye e l’8 novembre, speciale IMPARARE A PENSARE e le interviste a Salvatore Veca, Alessandro Mari, Paolo Jannacci e Raffaele Cantone.
Il primo appuntamento con Dalla A a laeffe e Matteo Caccia è per domani, sabato 18 ottobre 2014, alle 19.50 su laeffe.

Tiziano Terzani. Nel decennale della scomparsa del giornalista, omaggio al Teatro dell’Opera di Sanremo

un'idea di destino tiziano terzani
SANREMO (IMPERIA) – Omaggio a Tiziano Terzani ai Martedi’ Letterari in collaborazione con Ottobre di pace e Assefa, 21 ottobre ore 16.30 teatro dell’Opera. Il 21 ottobre  appuntamento con Ottobre di pace e Assefa il ricordo di Tiziano Terzani nel decennale della scomparsa. Ai Martedì Letterari nel Teatro dell’Opera ore 16.30 viene presentato il libro “Tiziano Terzani. Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria” (Longanesi), opera curata da Angela Terzani Staude e Alen Loreti. Cosa fa della vita che abbiamo un’avventura felice?» si chiede Tiziano Terzani in questa eccezionale opera inedita, che racconta con la consueta potenza riflessiva l’esistenza di un uomo che non ha mai smesso di dialogare con il mondo e con la coscienza di ciascuno di noi. In un continuo e appassionato procedere dalla Storia alla storia personale, viene finalmente alla luce in questi diari il Terzani uomo, il padre, il marito: una persona curiosa e straordinariamente vitale, incline più alle domande che alle facili risposte. Scopriamo così che l’espulsione dalla Cina per «crimini controrivoluzionari », l’esperienza deludente della società giapponese, il passaggio professionale dalla Repubblica al Corriere della Sera, i viaggi in Thailandia, URSS, Indocina, Asia centrale, India, Pakistan non furono soltanto all’origine delle grandi opere che tutti ricordiamo.

Furono anche anni fatti di dubbi, di nostalgie, di una perseverante ricerca della gioia, anni in cui dovette talvolta domare «la belva oscura» della depressione. E proprio attraverso questo continuo interrogarsi («tutto è già stato detto, eppure tutto è da ridire»), Terzani maturava una nuova consapevolezza di sé, affidata a pagine più intime, meditazioni, lettere alla moglie e ai figli, appunti, tutti accuratamente raccolti e ordinati dall’autore stesso, fino al suo ultimo commovente scritto: il discorso letto in occasione del matrimonio della figlia Saskia, intriso di nostalgia per la bambina che non c’è più e di amore per la vita, quella vita che inesorabilmente cambia e ci trasforma.
“Sono un esploratore e vado a esplorare”, Tiziano aveva detto al giornalista inglese che lo intervistava, e sono le parole che abbiamo scritto nell’annuncio della sua morte a Orsigna, il 28 luglio di dieci anni fa. Lui la morte l’aveva sempre tenuta d’occhio lasciando detto, quando ancora si vedeva morire in bocca a un coccodrillo, di voler essere ricordato con una pietra che avesse un piccolo incavo in cui potevano bere gli uccellini, il nome, le due date d’obbligo e la sola parola, “viaggiatore”.
Viaggiava, viaggiava, perché viaggiare gli piaceva. Quante volte ha descritto l’emozione di una partenza, quel meraviglioso diventare anonimo e irreperibile! Viaggiare placava la sua innata irrequietudine, la sua sete di conoscenza. Ma essendo di natura affabile e comunicativa, cercava poi di raccontare ai lettori dei giornali per i quali scriveva quel che aveva visto e imparato strada facendo: non ultimo perché così si guadagnava da vivere. Fosse nato ricco, diceva, e qualche secolo fa, avrebbe vissuto viaggiando e scrivendo lettere a casa. Così, nato povero e in tempi moderni, viaggiava scrivendo per lavorare. 
Ma un giorno, mentre con uno scalcinato piccolo mercantile attraversava il golfo della Thailandia verso la Cambogia — era l’anno 1993, quello in cui non prendeva mai aerei perché anni prima un indovino di Hong Kong gli aveva consigliato di non farlo — il suo amico Léopold, compagno di quel viaggio, gli chiese a bruciapelo: «E tu, cosa riporterai nelle tue valigie quando tornerai nella tua terra?».La domanda lo colpì. Già, che cosa? Articoli, analisi di dove va la Cina e cosa farà il Giappone, descrizioni di guerre e colpi di stato ovviamente non bastavano. Scrisse allora Un indovino mi disse, il libro in cui racconta di quell’anno in cui è vissuto diversamente, “con un altro punto di vista”. 
Continuò a cercarlo sempre, nei dieci anni che gli restavano, a parlarne negli altri libri che scrisse e in quelli che ci lasciò, e di questo averlo cercato disse alla fine che era stato il suo “unico contributo”. «Vorrei diventare un profeta delle sue idee», mi scrive oggi in una lettera da un paesino delle Marche un suo lettore, «comunicare agli altri il desiderio di “guardare oltre” ». È con il desiderio di “guardare oltre” che Tiziano aveva affrontato la malattia e poi la morte. E forse è proprio questo il contenuto delle sue valigie.
di Angela Terzani Staude, La Repubblica, 27 luglio 2014
“A dieci anni di distanza dalla scomparsa di Tiziano Terzani arriva in libreria una nuova opera del grande giornalista, intitolata Un’idea di destino (Longanesi). Si tratta di un’inedita raccolta (curata dalla moglie Angela Terzani Staude e da Alen Loreti) dei diari privati del reporter, redatti dal 1984 fino alla sua morte nel 2004.
L’anno di partenza non è casuale: il 1984 rappresentò per Terzani un momento di svolta. Fu l’anno della sua espulsione dalla Cina per “crimini controrivoluzionari”, un episodio che diede una profonda scossa alle riflessioni politiche e filosofiche del giornalista, il quale iniziò a osservare la realtà con un diverso approccio, più intimo. Un cambio di rotta dettato anche dalla malattia, che aprì orizzonti di pensiero e di vita nel solco di un destino fatalmente segnato.
“Cosa fa della vita che abbiamo un’avventura felice?” è la domanda cardine che Terzani si pone in questa raccolta.
Dalla Cina alla deludente esperienza giapponese, passando attraverso i periodi in Thailandia, Unione Sovietica, Indocina, India e Pakistan: questa la mappa dei viaggi di Terzani, già conosciuta in altre opere come Buonanotte, Signor Lenin , Un indovino mi disse o Un altro giro di giostra , ma che in Un’idea di destino prende le forme di una sorta di dietro le quinte, un dialogo privato del giornalista con se stesso. Un continuo interrogarsi, fatto anche di lettere a moglie e figli, discorsi e appunti, raccolti e messi in ordine dallo stesso autore.”( Andrea Bressa Panorama.) 
Il 28 ottobre nel teatro dell’Opera ore 16.30  sarà  Andrea Vitali a presentare in anteprima nazionale il suo libro “Biglietto Signorina” (Garzanti) una  storia  coinvolgente da quella provincia che lo scrittore è riuscito a immortalare e a trasformare in un micro-universo, dove tutto  acquista un suo particolare valore. Introduce l’autore l’editor  Matteo Moraglia. Letture scelte dal Teatro dell’Albero. Intervento musicale della scuola Ottorino Respighi.