Scienza e tecnologia, una settimana con scuola e imprese per le collaborazioni con la Repubblica Popolare Cinese

italia e cina scuola
ROMA – Nell’ambito del V China-Italy Innovation Forum (Ciif)  e dell’VIII Sino Italian Exchange Event (Siee), si svolgerà la China – Italy Science & Technology Week (Napoli 13-14, Milano 16, Missioni Territoriali 15 – 17 ottobre 2014) finalizzata a promuovere la collaborazione italo-cinese in ambito scientifico e tecnologico. Possono partecipare all’evento  le imprese e tutti i soggetti pubblici e privati (centri di ricerca, università, distretti innovativi, cluster impresa-ricerca, parchi scientifici e tecnologici etc.) con una sede in Italia, attivi nell’innovazione di prodotto, processo o nella ricerca scientifica e tecnologica e che hanno interesse a confrontarsi con potenziali clienti o partner della Repubblica Popolare Cinese. La call e il programma

Violenza alle donne, protesta di D.i.Re contro Matteo Renzi, Ermenegilda Siniscalchi, Maria Carmela Lanzetta e Giovanna Martelli

il presidente del consiglio dei ministri
ROMALettera aperta Al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Al Capo Dipartimento del DPO, Ermenegilda Siniscalchi, Al presidente della Conferenza Stato Regione, Maria Carmela Lanzetta, Ai Ministeri competenti, All’On. Giovanna Martelli.
D.i.Re prende le distanze dai documenti elaborati dai Tavoli di lavoro della task force interministeriale contro la violenza alle donne.
L’Associazione nazionale D.i.Re, Donne in rete contro la violenza, ha partecipato attivamente ai Tavoli di lavoro della Task force interministeriale contro la violenza alle donne, coordinati dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio. Questo percorso si è rilevato discontinuo e poco lineare, è mancato un chiaro indirizzo politico ed è stato spesso faticoso e difficile per i differenti approcci e soprattutto per il tipo di interventi proposti per contrastare la violenza contro le donne.

Non vi è stato un vero processo partecipato nella elaborazione dei documenti e dei loro contenuti, come richiesto anche dalla Convenzione di Istanbul (Artt.7 e 9), per cui l’obiettivo di condividere un percorso di analisi e di programmazione per lo sviluppo del nuovo Piano di Azione contro la violenza alle donne non può dirsi raggiunto. Quasi tutti i tavoli si sono incontrati una sola volta e i documenti finali non sono stati discussi, ad eccezione di quello relativo alla raccolta dati che ha visto un importante processo partecipato.
Evidenziamo che i risultati finali espressi nei vari documenti non sono per noi né soddisfacenti né condivisibili. L’enfatizzazione del termine femminicidio (in alcuni casi utilizzato come vertice interpretativo della violenza di genere contro le donne), adoperato in alcuni documenti prodotti, dà risalto solo alla forma più visibile ed estrema della violenza maschile, sottovalutandone la natura strutturale e ignorando l’enorme diffusione della violenza sommersa, in particolare quella domestica in tutti i suoi aspetti compresa la violenza psicologica.
Ci preoccupa l’approccio securitario e di emergenza emerso in particolare dal tavolo Codice Rosa. E’ necessaria, invece, una metodologia progettuale ed integrata tra tutti i servizi e le agenzie, che permetta alle donne vittime di violenza la massima libertà di scelta sul percorso da intraprendere e consideri prioritaria la loro protezione e quella dei minori coinvolti, non disgiunta dalla costruzione del loro nuovo progetto di vita.
Dai documenti espressi dai tavoli di lavoro interministeriali emerge anche l’alto rischio della burocratizzazione del sistema di intervento, focalizzato su una filiera di servizi che perde di vista l’obiettivo primario di rispondere ai bisogni e alle richieste delle donne e dei minori vittime di violenza e in cui i centri antiviolenza gestiti da associazioni di donne, perdono la loro connotazione originaria di agenti femminili di cambiamento culturale.
Gli interventi efficaci contro la violenza alle donne necessitano, invece, di politiche globali e coordinate, di un approccio integrato e di sistema che preveda un percorso centrato sulla donna, di un coinvolgimento in primo luogo dei centri antiviolenza, quali luoghi privilegiati dell’accoglienza e di forti reti territoriali e nazionali orientate ad un approccio di genere.
Anche in considerazione dell’esiguità del finanziamento disponibile, riteniamo importante sottolineare la necessaria scelta di priorità di intervento per attuare efficaci modifiche strutturali del sistema istituzionale e per supportare le azioni dei centri antiviolenza e dei servizi dedicati. Ci riserviamo di esprimere un compiuto parere sul Piano d’azione Nazionale che verrà elaborato ed auspichiamo che tale documento risponda agli obiettivi della Convenzione di Istanbul entrata in vigore il 1 agosto 2014. 
D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza 
Casa Internazionale delle Donne

Musei Vaticani 3D arriva al cinema, una visita esclusiva in compagnia del direttore Antonio Paolucci

cinema nexo digital
ROMA – Arriva al cinema Musei Vaticani 3D: solo il 4 novembre in oltre 140 sale italiane. Il 4 novembre arriva nelle sale italiane l’attesissimo film-evento che trasporta gli spettatori nel cuore dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina per una visita esclusiva in compagnia del direttore Antonio Paolucci. Una produzione SKY 3D e Sky Arte HD in collaborazione con la Direzione dei Musei Vaticani. Continua con un nuovo appuntamento il ciclo che racconta i grandi musei e le grandi mostre d’arte al cinema. Martedì 4 novembre sarà così il momento di MUSEI VATICANI 3D che rappresenta uno straordinario viaggio alla scoperta delle più suggestive opere d’arte raccolte in due millenni di storia e porta per la prima volta le telecamere Ultra HD 4K/3D e la tecnica di dimensionalizzazione utilizzata al cinema da James Cameron all’interno dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina, svelandone i capolavori come non sono mai stati visti prima. Un evento unico, spettacolare e appassionante che arriva nelle sale italiane (elenco a breve disponibile su www.nexodigital.it e trailer solo per un giorno martedì 4 novembre.

MUSEI VATICANI 3D è una megaproduzione realizzata da una troupe di 40 professionisti che hanno esplorato in lungo e in largo i Musei Vaticani: riprese suggestive effettuate di notte attraversando le sale in cui sono custodite alcune delle opere più rare e preziose del mondo, spaziando attraverso tutte le culture e tutte le epoche. Grazie a un mix unico tra 3D nativo e la più avanzata tecnica di dimensionalizzazione utilizzata al cinema da James Cameron e Tim Burton, gli spettatori potranno letteralmente immergersi nei grandi capolavori della storia dell’arte: “entrare” nei dipinti di Caravaggio, toccare con un realismo senza precedenti il Laocoonte ed il Torso del Belvedere, sentirsi avvolti dagli affreschi mai così reali della Cappella Sistina. Dai capolavori della statuaria classica alla Pietà di Michelangelo, fino alle sculture moderne di Fontana; dai dipinti di Giotto, Leonardo Da Vinci e Caravaggio a quelli di Van Gogh, Chagall e Dalì; dagli straordinari affreschi delle Stanze di Raffaello, come “La Scuola di Atene”, agli spettacolari capolavori michelangioleschi della Cappella Sistina come la “Creazione di Adamo” e il maestoso “Giudizio Universale”. Sono queste le tappe di un viaggio unico ed emozionante, condotto con l’autorevole guida del Direttore dei Musei Vaticani, il Professor Antonio Paolucci. Attraverso passato, presente e futuro.
Sempre in queste settimane Musei Vaticani 3D sarà distribuito nei cinema di 56 paesi del mondo da Nexo Digital.
Spiega Franco di Sarro, AD di Nexo Digital “Nel nostro lavoro di distributori ci confrontiamo al mercato rivolgendoci direttamente ai singoli esercenti oltre che coi distributori locali, con consapevolezza ed entusiasmo e selezionando solo pochi, importanti progetti che secondo noi hanno qualità e potenzialità estremamente  elevate, come nel caso de I Musei Vaticani 3D. Questo perché proporre “alternative content” non vuol dire soltanto rivolgersi alla nicchia, ma anche sfruttare a 360 gradi tutte le potenzialità della sala cinematografica. E’ una sfida ambiziosa che, venendo da 60 anni di esperienza nel settore dell’esercizio e della distribuzione cinematografica, abbiamo una gran voglia di affrontare”.
Aggiunge Cosetta Lagani, direttore di Sky 3D «Siamo molto orgogliosi del fatto che una produzione originale Sky, in collaborazione con la Direzione dei Musei Vaticani, sia ora distribuita nei cinema non solo in Italia ma in tutto il mondo. Si tratta di un prodotto che svela per la prima volta con il realismo e ‘l’immersività’ unici del 3D i tesori custoditi all’interno di uno dei più ammirati e visitati musei del mondo».

Il Barbiere di Siviglia e Il Flauto Magico. A Bologna l’opera in scena per i bambini: è Duse Lirica

teatro duse bambini
BOLOGNA – L’Opera in scena per i bambini: è Duse Lirica. Il FantaTeatro firma due spettacoli della grande tradizione: ‘Il Barbiere di Siviglia, domenica 12 ottobre (ore 17) e ‘Il Flauto Magico’, domenica 26 ottobre (ore 17). Avvicinare i bambini e i loro genitori alla grande opera lirica. Questa la sfida che il Teatro Duse di Bologna lancia con il progetto DUSElirica. L’idea è quella di accompagnare i più piccoli a muovere i primi passi nel mondo del belcanto, attraverso un linguaggio teatrale adatto ai ragazzi dai 5 ai 12 anni. A condurli in questo viaggio sarà la compagnia FantaTeatro che porta sul palco di via Cartoleria due spettacoli ispirati ad altrettante celebri opere liriche: ‘Il Barbiere di Siviglia’ (domenica 12 ottobre, alle 17) e ‘Il Flauto Magico’ (domenica 26 ottobre, alle 17). Entrambi gli spettacoli rispettano fedelmente le trame e le ambientazioni delle opere originali e sono rigorosamente cantati dal vivo. 
Il sipario si alza dunque domenica – si legge ancora dal comunicato stampa – con un divertente e colorato adattamento della storia del ‘Factotum della città’.

La regia dell’avventura buffa del Conte Almaviva, Rosina, Don Bartolo, e ovviamente del barbiere Figaro, è firmata da Sandra Bertuzzi. Sul palco saliranno Giacomo Cordini, Umberto Fiorelli, Tommaso Fortunato, Fabio Govoni, Marco ‘Marcone’ Mandrioli, Valeria Nasci, Daniele Palumbo, Simona Pulvirenti e MonaLisa Verhoven. Accanto agli attori del FantaTeatro, i cantanti della scuderia di Stage door: Jacopo Zoffoli, Angela Nisi, Daniele Terenzi e Federico Benetti. Al pianoforte siederà Mirca Rosciani, mentre la preparazione musicale è a cura del Maestro Angelo Gabrielli.

La prestigiosa tradizione lirica e la freschezza del grande cinema di animazione saranno miscelati per raccontare ai ragazzi un’opera di amori, serenate ed escamotages, il tutto in crescendo sulle travolgenti note di Gioacchino Rossini.
teatro bambini
Il 26 ottobre, invece, l’appuntamento è con ‘Il flauto magico’. Per il capolavoro fiabesco di Wolfgang Amadeus Mozart, Sandra Bertuzzi ha scelto una narrazione scenica in grado di restituire intatto tutto il fascino della sua musica, dalle acutissime note della Regina della Notte a quelle tenebrose di Sarastro.

Turn Over al “Bellini”, focus sulle eccellenze in campo artistico e organizzativo mortificate e rese invisibili

napoli
NAPOLI – Turn Over, più spazio per crescere. Teatro Bellini di Napoli, 13-18 ottobre 2014. Turn Over è una sessione di riflessione e discussione a partire dall’idea che il sistema teatrale necessiti di un profondo rinnovamento. Uno spazio di confronto su forme ed esperienze nuove di produzione e distribuzione degli spettacoli, un focus su quelle eccellenze in campo artistico ed organizzativo spesso mortificate e rese invisibili da un sistema ormai privo di stimoli, spesso incapace di guardare al presente e di immaginare il futuro. Spettacoli ed incontri aperti a pubblico, operatori e critica.

Turn Over è il tentativo di produrre una fotografia dell’esistente, sia dal punto di vista artistico che da quello organizzativo, con particolare attenzione alle realtà ed ai circuiti cosiddetti off che spesso sono asse portante della produzione artistica e culturale, ma sempre tenuti il più lontano possibile dall’accesso ai finanziamenti e ad altre forme di sostegno. In programma 5 giornate di approfondimento su distribuzione, opportunità di finanziamento pubblico e privato, spazi occupati ed autogovernati e nuove forme di produzione, indipendenza della critica.

L’Anima Buona di Lucignolo di NEROSESAMO, Hamlet Travestie di PuntaCorsara e Il Contratto co-prodotto da Ente Teatro Cronaca, L’Asilo,Tourbillon Teatro e O.n.g. teatri, sono gli spettacoli in programma scelti da Interno5 e Teatro Bellini a rappresentare simbolicamente l’idea di turnover anche nelle scelte artistiche dei grandi teatri istituzionali.
Intervengono ed aderiscono a Turnover – più spazio per crescere: C.R.E.SCO, Associazione ETRE, Concentrica, In-Box, Dominio Pubblico, Matuta Teatro, Politeatro – Rete dei Piccoli Teatri Metropolitani, Friche la Belle-de-Mai, L’Asilo – comunità dei lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale, Cavallerizza 14, Fondazione Teatro Valle Bene Comune, Macao, TRA Teatro Rossi Aperto, TMO Teatro Mediterraneo Occupato, SmartIT.
PROGRAMMA
LUNEDÌ 13 OTTOBRE
TEATRO BELLINI
11 – 13 presentazione IETM 2015 a cura di associazione ETRE
14 – 19 incontro reti e circuiti in Italia e in Europa: intervengono Hilenia De Falco presidente Interno 5, referente Rete dei Piccoli Teatri Metroplitani, Fabrizio Trisciani coordinatore In-box e direttore artistico Straligut Teatro, Laura Valli presidente associazione ETRE, Massimo Betti Merlin fondatore del Teatro della Caduta di Torino e della rete Concentrica in Piemonte, Philippe Foulquié fondatore della rete ARTfactoriesAutrespARTs, direttore e fondatore della Friche la Belle-de-Mai e
referenti circuiti pubblici e reti indipendenti.
MARTEDÌ 14 OTTOBRE
TEATRO BELLINI
11-14 incontro NUOVO DECRETO MINISTERIALE LIMITI E PROSPETTIVE, intervengono Roberta Nicolai, Elina Pellegrini
C.R.E.S.C.O
15.00 ripresa
21.00 spettacolo “L’anima buona di Lucignolo” compagnia NEROSESAMO, regia Luca Saccoia
MERCOLEDÌ 15 OTTOBRE
TEATRO BELLINI
10-14 incontro RETI TEATRI OCCUPATI e AUTORGANIZZATI e NUOVE FORME DI PRODUZIONE
a cura di L’asilo – comunità dei lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale.
15 ripresa
GIOVEDÌ 16 OTTOBRE
10-14 presentazione SMartIT a cura di Donato Nubile diretto re artistico Campo Teatrale e presidente SmartIT
15 ripresa
21 spettacolo ”Hamlet travestie” compagnia PUNTA CORSARA di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella
VENERDÌ 17 OTTOBRE
10-14 incontro FRATTURA CRITICA.
La necessità di un cambiamento: etica, innovazione e professionalità. a cura di Michele di Donato e Alessandro Toppi(Il Pickwick), Emanuela Ferrauto (Dramma) e Napoleone Zavatto (Cinque Colonne) e con la collaborazione di Rete Critica. Intervengono critici di testate online locali e nazionali.
15 ripresa
SABATO 18 OTTOBRE
21.00 spettacolo “Il Contratto” compagnia Ente Teatro Cronaca, regia Pino Carbone
NOVEMBRE
Workshop
Tutti gli incontri sono ad ingresso libero.
È gradita la prenotazione all’indirizzo [email protected]
LUNEDI’ 13 OTTOBRE 
ore 11.00 – 13.00 Presentazione IETM a cura di Associazione ETRE; 
ore 14.00-17.00 Incontro reti e circuiti in Italia e in Europa: intervengono Hilenia De Falco presidente Interno 5, referente Rete dei Piccoli Teatri Metroplitani, Fabrizio Trisciani coordinatore In-box e direttore artistico Straligut Teatro, Davide D’Antonio direttivo ETRE, Massimo Betti Merlin fondatore del Teatro della Caduta di Torino e della rete Concentrica in Piemonte, Philippe Foulquié fondatore della rete ARTfactoriesAutrespARTs, direttore e fondatore della Friche la Belle-de-Mai e referenti circuiti pubblici e reti indipendenti.
IETM 2015 Bergamo 
Nel 2015, dopo dieci anni, IETM Meeting tornerà in Italia dal 23 al 27 aprile, nella città di Bergamo.
Cos’è IETM?
IETM è una piattaforma d’incontro e scambio per gli operatori delle arti performative, dal carattere dinamico e con uno sguardo sempre rivolto al futuro e all’innovazione.
Network in forma di associazione, l’obiettivo di IETM è di stimolare la qualità, il sistema e la presenza dello spettacolo dal vivo contemporaneo a livello globale, diventando facilitatore di connessioni, della circolazione di informazioni, del trasferimento di competenze e della disseminazione di buone pratiche.
Il network comprende a oggi più di 550 membri provenienti da 50 nazioni in tutto il mondo.
Il Meeting è organizzato due volte l’anno ed è aperto anche ai non soci, raccogliendo fra le 600 e le 800 presenze. Il suo scopo è creare un momento d’incontro e dibattito,  che permetta agli operatori di entrare in relazione e di conoscersi, ma anche di discutere i temi di maggior rilievo rispetto alle performing arts.
L’evento dura quattro giorni e raccoglie:
il Meeting vero e proprio, nella parte diurna, con plenarie, gruppi di lavoro, momenti di networking;
la programmazione artistica, serale, dedicata a presentare produzioni del paese ospite;
il social programme, una serie di eventi collaterali alla scoperta della città ospite, delle specialità locali o dei semplici momenti di relax, per dare l’opportunità ai partecipanti di intensificare le relazioni.
IETM Bergamo
L’evento del 2015 è una grande occasione per tutto il settore dello spettacolo dal vivo italiano per creare relazioni con artisti e operatori di tutto il mondo.
GIOVEDI 16 OTTOBRE ore 16.00
Presentazione SmartIt, a cura di Donato Nubile, Direttore Artistico Campo Teatrale e Presidente SMartIT
SMart (“Société Mutuelle pour Artistes”) nasce in Belgio nel 1998 sotto forma di associazione senza scopo di lucro. I membri di SMart sono artisti e professionisti del settore creativo.
L’attività principale di SMart è offrire agli artisti tutto il supporto necessario per gestire la parte amministrativa del proprio lavoro artistico.
In Belgio SMart offre agli artisti e ai professionisti della creazione due modalità di sostegno a seconda della complessità, del grado di articolazione e del quadro entro il quale si svolge la prestazione: la gestione di singoli contratti o la gestione di attività.
SMart si occupa di gestire tutta la dimensione amministrativa e fiscale dei progetti artistici, mantenendo gli artisti in regola con il regime previdenziale fissato a norma di legge.
SMart garantisce inoltre una remunerazione entro tempi fissi, coperta dal Fondo di Garanzia SMart.Il Fondo è concepito per aiutare gli artisti a rendere regolari i propri incassi. In aggiunta alla gestione dei crediti, grazie al Fondo di Garanzia SMart garantisce agli artisti i pagamenti, indipendentemente dal fatto che il committente sia stato puntuale con il pagamento, o nel caso in cui il committente sia insolvente. Il termine di pagamento garantito ai membri è di 7/10 giorni dalla fine della prestazione lavorativa; l’ammontare fatturato ai committenti viene riscosso in media entro 60 giorni dalla data d’invio della fattura. Dopo essersi consolidata in Belgio e in seguito in Francia, l’esperienza di SMart coinvolge ora altri Paesi europei: Danimarca, Germania, Spagna, Olanda, Austria, Svezia, Regno Unito, Ungheria e dal 7 ottobre 2013, anche l’Italia.
SMartEu ha tre obiettivi strategici:
Creare una piattaforma europea di strumenti per i professionisti dei mestieri della creazione;
Sviluppare una rete europea di sostegno alla mobilità di artisti e opere;
Agire a favore della creazione di uno statuto sociale e fiscale europeo dell’artista.
SMartIt semplifica e tutela il lavoro degli artisti, offrendo una molteplicità di strumenti per aiutarli a 
sviluppare i loro progetti creativi:
Gestisce le posizioni contrattuali degli artisti
Cura l’amministrazione dei progetti.
Garantisce l’erogazione dei compensi attraverso un apposito Fondo di Garanzia
Svolge attività di formazione
Si adopera per favorire la mobilità degli artisti
Funge da incubatore di progetti
L’artista è un socio lavoratore di SMartIt. La cooperativa sottoscrive il contratto con un committente, versa tasse e contributi, emette regolare fattura, riscuote il paga mento e, grazie allo strumento del Fondo di Garanzia, garantisce il compenso degli artisti ad una certa data.
VENERDI 17 OTTOBRE ore 10.00-14.00 /ore 15.00-17.00
FRATTURA CRITICA
La necessità di un cambiamento: etica, innovazione e professionalità.
Incontro a cura di Michele di Donato e Alessandro Toppi (Il Pickwick), Emanuela Ferrauto (Dramma) e Napoleone Zavatto (Cinque Colonne) e con la collaborazione di Rete Critica. Intervengono critici di testate online locali e nazionali. 
La critica è al punto zero. Urge una ridefinizione del ruolo.
In crisi da più di un ventennio, infatti – tra compromissioni ambigue e abbandono del proprio posto in platea – la figura del critico teatrale vive una fase di profondo ed incerto mutamento: cambiano le condizioni di lavoro, gli spazi produttivi, le sue funzioni; cambiano le modalità di testimonianza e racconto, i mezzi comunicativi a disposizione, il rapporto con i lettori. Tra vecchie e nuove questioni 
etiche e con l’evidenza di un ricambio generazionale che è in atto ma di cui non si comprende l’effettiva realizzazione pratica, sorgono domande con cui provare a generare un confronto. 
Che mestiere è, oggi, quello del critico? Qual è il compito a cui assolve davvero e quale il compito in cui è manchevole? Che rapporto deve o può avere con gli artisti? Quanto dev’essere consapevole dei processi produttivi di uno spettacolo? E ancora: Qual è la funzione che la critica deve svolgere? Cosa pensa – della critica odierna – il lettore, il teatrante, l’operatore teatrale? Ed il web, con i suoi spazi illimitati, quali potenzialità e quali problematiche comporta? 
L’appuntamento è occasione di incontro tra critici del web, provenienti da diverse realtà italiane e operanti attraverso riviste di settore, blog e magazine. Pensato come una tavola rotonda – aperta al pubblico, agli artisti e agli operatori del settore – è destinato ad un attento confronto e ad una riflessione sulle problematiche inerenti alla professione del critico e alla critica come strumento di analisi e di testimonianza del teatro di ricerca contemporaneo. 
L’occasione offerta da Turn Over è, dunque, una preziosa opportunità per avviare una riflessione, oramai necessaria, sulla condizione della nuova critica teatrale: per ragionare sulla sua condizione presente e  per comprendere l’evoluzione che avrà nei prossimi anni.
Spettacoli
martedì 14 ottobre h 21.00
NeroSesamo
L’ANIMA BUONA DI LUCIGNOLO – nel ventre del pescecane
di Claudio B. Lauri
musiche originali Luca Toller
con Enzo Attanasio, Luca Saccoia, Mario Zinno 
musicisti Carmine Brachi, Francesco Gallo, Renzo Schina, Luca Toller 
disegno luci Luigi Biondi
costumi Gina Oliva
maschere Claudio Cuomo
elementi lignei Giorgio Caterino
regia Luca Saccoia
L’Anima buona di Lucignolo è una storia inedita, altra rispetto al classico di Collodi. Parte dalla questione aperta sulla sorte di Pinocchio e Lucignolo se fossero stati venduti entrambi al Direttore del circo, dando vita a una visione immaginifica di “altre” avventure vissute dai due bambini-ciuchini. Le storie di un vecchio domatore, ormai sfinito e quella di Pinocchio e del suo amico Lucignolo, trasformati in asini e venduti al circo da un ambiguo Omino di burro si incrociano nel ventre scuro di un circo in rovina. L’atmosfera è quella rarefatta degli spettacoli musicali del primo novecento: il vecchio direttore, canta al ritmo del ‘jazz degli animali morenti’ la storia dei due ciuchini volanti, che furono fratelli di sangue e rivali in amore, ‘demone che semina discordie e arma eserciti’.Pinocchio resta sullo sfondo di questa favola noir (infatti non compare mai), mentre Lucignolo, étoile del circo, è l’effettivo protagonista di questo spin-off ambientato in uno scenario decadente, macabro e scuro, eco dello splendore di un tempo, dove la tracotanza acceca tutti ma dove, alla fine, tutti perdono. 
giovedì 16 ottobre h 21.00
Punta Corsara
HAMLET TRAVESTIE 
da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare
di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella
con Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Carmine Paternoster, Valeria Pollice, Emanuele Valenti Gianni Vastarella
drammaturgia  Marina Dammacco
disegno luci Giuseppe Di Lorenzo
regia e spazio scenico Emanuele Valenti
A partire dalla suggestione di Hamlet Travestie, riscrittura burlesque settecentesca di John Poole in cui la parodia ribadisce l’autorità dell’Originale, passando per Don Fausto di Antonio Petito, lì dove invece l’Opera diventa vicenda matrice di altre vicende, immaginiamo una famiglia napoletana a noi contemporanea, i Barilotto, in un quadro di sopravvivenza quotidiana: il lavoro, la casa, i debiti, i figli. Ognuno vincolato al legame con l’altro, in una stasi violenta in nome dell’unità. Dissociato, se ne sta Amleto, il figlio senza padre, ad alimentare un conflitto di dubbi e paure. Intorno a lui, la vicenda shakespeariana diventa il canovaccio di un’improbabile tragedia redentiva, una fallimentare distribuzione di ruoli e di pesi, in una famiglia fuori di sesto. Hamlet Travestie, nato nell’ambito del progetto Tfaddal promosso dal Teatro Franco Parenti per i 40 anni dall’Ambleto di Testori è l’ultimo lavoro della compagnia corsara
sabato 18 ottobre h 21.00
Ente Teatro Cronaca
IL CONTRATTO
di Eduardo De Filippo
scene Luciano Di Rosa
soggetti grafico pittorici Luca Carbone
con Claudio Di Palma, Carmine Paternoster, Fabio Rossi, Andrea de Goyzueta, Giovanni Del Monte, Francesca De Nicolais, Anna Carla Broegg
regia Pino Carbone
in collaborazione con Ex Asilo Filangieri, Tourbillon Teatro e o.n.g. Teatri e con la XXXIV edizione del Festival Benevento Città Spettacolo
Il Contratto è una straordinaria commedia di Eduardo De Filippo del 1967. Narra la storia di un grande impostore, Geronta Sebezio, che, promettendo la resurrezione e predicando amore, sfrutta a proprio vantaggio le relazioni tra gli uomini, la paura della morte e l’avidità del prossimo. Ne “Il contratto” di De Filippo, l’uomo è il centro della questione, i rapporti e le relazioni sono il motore dell’azione scenica e del racconto, mentre la società, l’insieme di individui in costante relazione, è la materia. La messa in scena del testo è incentrata sull’idea di trattare l’opera come fosse una vera e propria trilogia, trattando i tre atti come corpi autonomi di indagine sull’individuo (I atto), gli affetti (II atto), la società (III atto). Un lavoro sulle relazioni: con la propria voce, con il proprio volto, con il proprio corpo, e con il proprio io, sempre minacciato dalla presenza degli altri. Proprio “gli altri”, sono il centro dell’opera e del lavoro di ricerca necessario alla messa in scena. I bisogni degli altri, i tempi degli altri, le parole usate dagli altri e le emozioni che sono sempre degli altri. Momenti separati di studio che verranno fusi nell’intera opera. Ogni personaggio sarà solo, anche se condividerà lo spazio proprio con gli altri.

Non poesia di Montale, Pasolini e Calvino nel relativismo del vuoto. Vera letteratura con Ungaretti a Pavese

montale ungaretti visti da bruni
COSENZA – Perché continuare a proporre la non poesia di Montale, Pasolini e Calvino nel relativismo del vuoto? Diamo senso alla vera letteratura nella tradizione della Provvidenza dei linguaggi: da Ungaretti a Pavese. Il 12 ottobre del 1896 nasceva Eugenio Montale. Il Nobel della letteratura che cerca di porsi come il poeta antimanzoniano trasformando la “provvidenza divina” in una esistenza della bufera. Signori letterati cattolici svegliatevi. Questo grande genio montaliano di genialità poetica ha ben poco. Eppure continua ad essere proposto come il poeta della triangolarizzazione: Montale, Ungaretti, Quasimodo.
Anzi proporrei di cacciare da questo triangolo Ungaretti e inserire Saba e così il laicismo dei laici repubblicani poeti sarebbe compiuto. No, non è così.

I poeti del Novecento vero restano Ungaretti, Cardarelli, Campana – Michelstaedter nella tradizione tra Pascooli e D’Annunzio nella chiusura con Cesare Pavese attraversato da Gozzano.
Montale? La sua poesia del 1925, ovvero i seppiani ossi, uccidono il concetto di provvidenza divina per far posto, dunque, al nulla della parola e a quel male di vivere, che è soltanto il suo vivere male nella contraddizione di una scarsa formazione, tra la volontà di potenza e la ontologia dell’anima della cultura.
Eppure i libri ufficiali, il nozionismo moduilistico, sono pieni del male di vivere di Montale e molti docenti ripetono il cosiddetto male di vivere non conoscendo il kierkegherdiano scavo nella malattia mortale, che lega Seneca alla Zambrano agostiniana ed Eliade a Cioran, che diventa in Giuseppe Berto il male oscuro in una ribellione tra Camus e Mauriac e il contemporaneo Sgalambrto.
Montale non ha creato alcun concetto esistenziale e non ha dato vento ad alcun vero processo poetico: in lui c’è D’Annunzio intrecciato al tardo romanticismo, ma nulla di originale. La poesia non può essere soltanto lingua, la lingua ha un linguaggio metafisico in un processo che è esistenziale ma anche, per altri aspetti, spirituale.
Sfido a trovare una originalità che sia una! La sua incapacità di comprendere il valore di provvidenza divina lo porta a disegnale il male esistenziale che non è esistenzialismo, perché è ben altra cosa e Montale, che di cultura filosofica ne aveva molto poca, la sua visione poetico – metafisica era ben distante dalla cristiana Provvidenza.
E comunque si continua ad innalzare monumenti critici alla non poesia di Montale. L’analisi del testo è banalume se non si parte da un dato linguistico del pensiero della parola. La parola è sempre lo specchio dell’anima o l’anima che si specchia.
Siamo in una cultura del vuoto.
Ci sono responsabilità di una presenza cattolica nel non proporre chiavi di letture altra, ma il problema sta anche nella mancanza di coraggio nel dire che Montale va posto in una discussione tra poesia e non poesia recuperando in parte l’estetica del Croce e la visione “pedagogica” di Gentile nel radicamento vichiano.  
Altrimenti siamo al trionfo della debolezza del pensiero.
Così come il “caso” Pasolini. Di Pasolini cosa resta? Io che ho tanto scritto su Pasolini ho sempre distinto, per una lealtà critica e conoscenza del testo, il non essere suo un modello poetico e il suo essere un intellettuale nella cronaca.  
In Pasolini non c’è poesia.
Gramsci e le cenere. Un binomio nella allegoria del pensiero. Attenzione, non le “ceneri di Gramsci”. Resta l’intellettuale intelligente, forse l’intellettuale che riusciva a leggere il presente politico e sociale attraverso l’interpretare la memoria del futuro.  Penso ai suoi articoli profetici su Aldo Moro o alle famose parole sulle lucciole. E poi? Il poeta non c’è. Ci sono sensazioni come i versi per la madre.
Lo scrittore è il giornalista che racconta i ragazzi di borgata, i ragazzi di vita, ma è una fragilità letteraria scavata nella cronaca di una Roma che conosceva bene.
Il regista è la brutta sceneggiatura del Vangelo di Matteo e il volgare Salò, la cui volgarità è la morte del dialogo tra l’immagine e la parola, sancita proprio a metà degli anni Settanta. Resta Medea? O il Boccaccio assai meglio riletto da Bevilacqua.
Resta soltanto il giornalista diventato intellettuale. Altro non direi. Leggere analizzare studiare per credere.
Anche qui un attento esame di coscienza dovrebbe farlo il mondo cattolico, che sembra dimenticare il proprio patrimonio per dare spazio alla laicizzazione impoetica dei Montale dei Pasolini e dei Calvino.
Già, il leggero Italo Calvino che ha cercato di reinventarsi dopo la morte di Pavese, al quale deve molto, ovvero tutto, attraverso la ricerca della favola o dei Marcovaldo o degli scrutatori sino all’incomprensibile metafora inconsistente di Palomar o del Viaggiatore… che implode già dalle prime pagine sino ancora alle incompiute lezioni americane, che non hanno alcuna valenza letteraria incentrata in una antropologia della cultura tutta motivata su un sistema ideologico. Distante metafisiche di vita da Renato Serra, che ci insegnò cosa è una lezione di letteratura nella vita.
Con Calvino si è al trionfo ancora di un laicismo che conduce al relativismo di un linguaggio e di una letteratura distante dalla grande tradizione dei Papini, dei Prezzolini, dei Palazzeschi, dei Govoni, degli Alvaro, dei Fabbri, dei Pomilio, degli Sgorlon, ma anche dei Silone, dei Pavese, dei Berto, dei Gallian…
Insomma il laicismo ha preso il sopravvento nella cultura letteraria cattolica…
Comunque, eviterei Montale, Pasolini, Calvino oltre a Primo Levi, che non è uno scrittore, e proporrei Cardarelli Michelstaedter, Campana, Berto, alle Lezioni di Calvino darei spazio ad un confronto al Silone di Uscita di sicurezza…  (ancora una volta Calvino riscoprirebbe l’essere scoiattolo definito da Pavese) e nel confronto tra Primo Levi e Marcello Gallian, quest’ultimo testimonierebbe di essere un gigante… Ci vuole non solo conoscenza, ma anche coraggio di entrare nella filosofia della letteratura… Ora siamo alla cronaca non laica, ma al relativismo della cronaca letteraria… E i cattolici letterati fanno finta che nulla sia accaduto, che nulla continui ad accadere…
Riproporre una tradizione letteraria, poetica e narrativa, significa, tra l’altro, superare completamente una visione filosofica che è quella positivista e storicista. Marcuse non esiste più. Sartre è defunto. Gramsci è stato ridotto in cenere.
L’ideologia nella letteratura si è trasformata in relativismo. Basta osservare come viene proposto Luigi Pirandello, un Pirandello coerentemente nella tradizione dell’italianità che va legato a Ionesco, Kafka e Cervantes e non a Verga, Capuana, De Roberto.
Lo scrittore dei nostri giorni o recupera il senso e l’orizzonte di una tradizione nell’eleganza della lingua o diventa il forcaiolo della parola in un linguaggio che si consuma il giorno prima di essere pronunciato, ma nonostante tutto questo linguaggio si appiccica allo sguardo di chi non ha una forza filosofica e storica o letteraria e ontologica e trova spazio nel vuoto che consuma un pensiero in una mezza parola.
La letteratura è altro. Proprio per questo riportare la tradizione tra l’estetica de “Il fuoco” di D’Annunzio e  l’Aurora della Zambrano significa proporre una volontà della contemplazione, in una provvidenza del mistero, in un tempo che è sfracellato dalla leggerezza e dalle idiozie.

Cristiano Termine, professore di Neuropsichiatria Infantile dell’”Insubria”, nel Board of Directors della European Dyslexia Association

insubria cristiano termine dislessia
VARESE – Il professore Cristiano Termine, professore associato di Neuropsichiatria Infantile dell’Università degli Studi dell’Insubria, nonché dirigente medico della Struttura Complessa Neuropsichiatria, Infanzia, e Adolescenza dell’Ospedale del Ponte di Varese, è stato nominato membro del Board of Directors della European Dyslexia Association (EDA),  ONG che comprende trentasette associazioni di venticinque Paesi Europei con lo scopo di tutelare i diritti dei soggetti con disabilità nell’ambito dell’apprendimento, come ad esempio la dislessia, promuovendo ricerca, informazione e formazione degli operatori coinvolti, specialisti e insegnanti, oltre che il supporto alle famiglie e ai soggetti con disabilità. È uno dei dieci membri dell’Associazione Europea Dislessia, ONG che mira a diffondere buone pratiche tra i diversi Paesi Europei, in questo delicato settore. La nomina del professor Termine è stata proposta dal direttivo dell’Associazione Italiana Dislessia all’assemblea generale della European Dyslexia Association, riunitasi a Vienna il 6 settembre 2014, che ha approvato la candidatura.

Il board è costituito da dieci membri che guidano l’EDA con lo scopo di perseguirne la mission: ossia, come spiega il professor Termine «scambio di informazioni e buone pratiche tra i diversi Paesi Europei, attraverso una rete internazionale e azioni di lobbying, ad esempio a livello di Parlamento Europeo, che hanno l’obiettivo di sfidare il pregiudizio e l’ignoranza al fine di garantire che le persone con dislessia ed altri disturbi dell’apprendimento possano avere pari opportunità ed esprimere le loro potenzialità, nella scuola, nel lavoro e nella società. Negli ultimi anni ci sono stati progressi significativi per quanto riguarda le procedure che consentono l’identificazione precoce, il trattamento e la gestione di tali difficoltà lungo tutto il percorso scolastico, motivo per cui è necessario diffonderle  nella società a tutti i livelli. Senza una conoscenza sufficiente in questo settore, il fallimento a scuola e le successive difficoltà di inserimento lavorativo sono conseguenze molto comuni, con ripercussioni sulla vita delle persone colpite, i loro familiari e la società» conclude il professor Termine.

Decreto con la rosa di esperti fra cui scegliere i rappresentanti del Miur dei Cda dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica

ministra istruzione giannini
ROMA – Afam, pubblicata rosa esperti da cui selezionare rappresentanti Miur per i Cda. Parte nuova procedura, i nomi su www.istruzione.it La ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato il decreto con la rosa di esperti fra i quali saranno scelti i rappresentanti del Miur dei Cda dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Per assicurare massima trasparenza alla procedura, professionalità, turnazione e qualità degli esperti nominati dal Ministero, nel mese di maggio è stato diffuso un Avviso pubblico per selezionare una rosa di profili da cui attingere per le nomine nei Cda. È la prima volta che il Miur attiva una procedura di questo tipo. Le candidature arrivate sul portale attivato per l’occasione sono state 1.713, 942 sono risultate incomplete e prive di una parte della documentazione richiesta.

La Commissione di valutazione, nominata lo scorso luglio, ha proceduto all’analisi delle 771 candidature ritenute valide, individuando 303 profili idonei a ricoprire l’incarico. I candidati sono stati inseriti all’interno della rosa che viene pubblicata sul sito del Miur in ordine alfabetico e senza attribuzione di alcun punteggio. L’inserimento non attribuisce a coloro che vi sono inclusi alcun diritto né costituisce in capo ad essi alcuna aspettativa né ad ottenere la nomina ad esperto.

Tempo in Italia 11 ottobre 2014. Temporali su Lazio, Liguria, Piemonte. Venti forti da sud sulla Sardegna

maltempo in liguria e sardegna
ROMA – Comunicazione meteo del Dipartimento della Protezione civile italiana da cui si evincono le previsioni del tempo per i prossimi giorni. L’11 ottobre 2014 il tempo sull’Italia sarà così caratterizzato. Precipitazioni: diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sui settori settentrionali del Piemonte e sui settori alpini, prealpini e di pianura settentrionale della Lombardia, con quantitativi cumulati da moderati ad elevati; da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su resto di Piemonte e Lombardia e su Valle d’Aosta, Triveneto, crinali appenninici occidentali e settori di pianura settentrionale dell’Emilia, Liguria centro-orientale e settori settentrionali e tirrenici della Toscana, con quantitativi cumulati puntualmente moderati; da isolate a sparse, localmente a carattere di rovescio o temporale, sui restanti settori di Emilia, Liguria e Toscana e sul Lazio settentrionale, con quantitativi cumulati deboli.

Venti: localmente forti da sud o sud-est sulla Sardegna orientale, su coste ed arcipelago della Toscana e sulla Sicilia occidentale, in generale attenuazione.
Mari: localmente molto mosso il Tirreno meridionale settore ovest, con moto ondoso in graduale attenuazione.

Hanno, dunque, coraggio i gay che stanno sollevando tanto clamore sulla loro necessità di sposarsi o sono una lobby?

gay e lobby antonella policastrese
CROTONE – I sindaci italiani, da Pisapia a Fassino, disobbediscono; ed è una vera notizia questa. Ma non al patto di stabilità, che impedisce loro di pagare i debiti contratti e di far funzionare i servizi ed il welfare. Loro si oppongono, suscitando tanto clamore, all’ordine impartito alle prefetture, da parte del ministro Alfano, di vigilare a che i comuni non trascrivano sui registri dell’anagrafe i matrimoni tra gay contratti all’estero. Parrebbe che l’Italia sia a corto di argomenti più seri e che goda ottima salute su tutti i fronti, se i riflettori della vita politica sono tutti puntati sulla questione di esseri umani dello stesso sesso che vogliono contrarre matrimonio; avere/adottare/riconoscere  figli e godere degli stessi diritti delle famiglie.

A sentire le parole di qualche parlamentare, non è giusto che, in una famiglia omologata (dal matrimonio tra uomo e donna) un coniuge abbia diritto alle detrazione fiscali per il mantenimento dell’altro coniuge che non lavora, mentre alle coppie gay tale diritto non è riconosciuto per niente. Dovrebbe provvedere la fiscalità generale, secondo un noto parlamentare gay del Pd, ad equiparare quel diritto, conferendo detrazioni fiscali (nemmeno 60 euro mensili in media)  all’uomo che è sposato con un altro uomo o alla donna che ha scelto come compagno di vita un’altra donna. In un paese normale, in un mondo normale andrebbe detto a chi conduce queste battaglie, di provvedere in solido, nel senso che nulla impedisce a una coppia gay di andare davanti al notaio e stabilire le regole, soprattutto future, della propria convivenza: l’assegno di reversibilità; le volontà testamentarie e quanto altro è alla base di quel diritto di famiglia applicato alle famiglie propriamente dette e quantomeno alle coppie, formate da un uomo e da una donna, che contraggono matrimonio. Mentre si discute e addirittura ci si accapiglia, con tanto di scontri in piazza, per legalizzare i matrimoni gay, ci si accorge che nessuno in Italia vuole o può sposarsi, tranne i gay, appunto. Chi vorrebbe farlo, creando un nuovo nucleo formato da uomo e donna, non può, perché non ha lavoro e prospettive, e chi potrebbe non vuole, perché il futuro terrorizza chiunque. Hanno dunque coraggio i gay che stanno facendo tutto questo clamore intorno alla loro necessità di sposarsi; loro forse possono perché hanno lavoro, soldi e prospettive: che siano anche loro una lobby? Niente di male, in una società civile ognuno ha diritto all’autodeterminazione; l’Italia è il paese delle lobby, eppoi la conformazione del tetto coniugale è ad esclusiva scelta di chi ci abita. Il problema che rimane sul tappeto è un altro: queste discussioni di lana caprina, si potrebbero rimandare a dopo che l’Italia sarà uscita dalla crisi ? Si potrebbe evitare che l’argomento divenga motivo di scontro in Parlamento e che dia un’altra occasione a Matteo Renzi (tipo cancellazione del Senato e articolo 18) per  menare il can per l’aia, in attesa che passino i mille giorni di governo che si è auto-assegnato ? Perché se si continua su questa strada, nel perdurare della crisi e in questa fase di deflazione, non ci saranno più famiglie e allora si che i preti e gli ufficiali di stato civile avranno tempo a dire basta nel registrare il fatidico si di persone dello stesso sesso. Evviva gli sposi, auguri e figli maschi dunque…