“Festeggi…Amo l’Esercito”. A Milano grande serata di musica e premiazioni

MILANO – “Festeggi…Amo l’Esercito” Una serata con “Un esercito…. di donne” per raccontare la storia dell’Italia e celebrare il 152° anniversario della Costituzione dell’Esercito. Il 13 maggio 2013, per degnamente celebrare il 152° anniversario dell’Esercito Italiano e dell’Unità d’Italia, presso l’Auditorium di Milano si è svolta la VII edizione di “Festeggi….amo l’Esercito”. Una serata di musica e premiazioni per celebrare il 152º anniversario dell’Esercito Italiano e dell’Unità d’Italia: una duplice ricorrenza che sottolinea il contributo della Forza Armata all’unione del popolo italiano, in uno scambio reciproco di valori e solidarietà. 
L’importante evento, promosso dall’Unuci e dall’Associazione Amici di Palazzo Cusani, con il Patrocinio della Provincia di Milano e del Comune di Milano, si è svolto all’insegna dell’allegria e dei valori, dando un’impronta particolare alla Donna nell’Esercito. La Direzione Artistica è stata a cura della splendida brava Donata Berger, la Regia è stata affidata al competente Oreste Castagna, il progetto artistico di Giusy Laganà – Conduzione a cura di Gioia Marzocchi e Cesare Cadeo. 
Esibizioni di: Tamburini Scuola Militare “Teuliè” – Coro “I Piccoli Cantori di Milano” diretti da Laura Marcora – Fanfara Bersaglieri Carlo Valotti di Orzinuovi, Brescia – Ospiti della serata Leonardo Manera, Aida Cooper, Alberto Caiazza, Gianmarco Pozzoli, mentre le assistenti sono state due Militari Donne. 
Il Generale di Brigata Antonio Pennino, Comandante l’Esercito Militare Lombardia, ha aperto la serata con un interessante discorso: «E’ per me motivo di grande onore, oltreché di intima soddisfazione, aprire ufficialmente questa magnificata serata che ci vede tutti qui, riuniti attorno a questo meraviglioso palcoscenico, per tributare col sorriso, ma anche con la più profonda convinzione, il giusto riconoscimento a tutto quanto è stato fatto, e viene fatto, dall’Esercito Italiano”. 
Nel corso del 2012 sono stati molti gli eventi che hanno visto il Comando Militare Esercito Lombardia, impegnato con i propri effettivi come la partecipazione all’Edizione 2012 della celebre corsa “Mille Miglia” (17 – 20 maggio), il contributo in termini di supporto organizzativo per la manifestazione la “Notte Sport in Rosa” presso l’Idroscalo (il 16 giugno), l’organizzazione ed il coordinamento delle attività legate alle celebrazioni dell’Anniversario delle Battaglie di Solferino e San Marino (23 – 24 giugno) e di altri importanti fatti d’Arme del periodo risorgimentale; la partecipazione alla toccante Cerimonia Commemorativa dei Caduti Italiani nelle Missioni di Pace (Milano 2 luglio); i “Tour Estivi e Invernali” di promozione e propaganda dei reclutamenti e la partecipazione ai numerosi saloni dello studente; le Mostre Artistiche e le Presentazioni di Libri svoltesi presso il Circolo di Presidio; la firma della Convenzione operativa con la Regione Lombardia per favorire il collocamento nel mondo del lavoro dei nostri volontari avvenuta il 23 ottobre; la presentazione nelle principali città lombarde del Calendario dell’Esercito che quest’anno ha un bel titolo “Il Cuore delle Missioni” illustrato con speciali e belle foto di Mauro Calligani (mese novembre); l’organizzazione del bellissimo “Concerto di Natale” con la Fanfara dei Bersaglieri “Arturo Scattini”; l’importante accordo ratificato in data 26 marzo con l’Accademia di Brera per il restauro e la conservazione delle prestigiose opere di Palazzo Cusani; il concorso e il coordinamento delle principali attività connesse alle edizioni della “Stramilano” e “Milano City Marathon”. 
«Oltre alle attività svolte dal personale in servizio attivo – afferma il Generale Pennino – è importante sottolineare il contributo offerto dai Militari in Congedo sempre a noi vicini. Degna di Menzione è quanto fatto dall’A.N.A. nel dare un alloggio adeguato al Primo Maresciallo Luca Barisonzi, ferito in Afghanistan. Non va dimenticata la silenziosa ma solerte presenza del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa né quella delle numerose Associazioni Combattentistiche e d’Arma che forniscono un fondamentale contributo nelle attività di Soccorso, Supporto ed Assistenza alla collettività in occasione di emergenze e calamità naturali. Grazie alla fattiva collaborazione con il personale in congedo è stato possibile restaurare, ripristinare e conservare alcuni monumenti e cippi a ricordo dei nostri caduti. Per quanto attiene l’illustrazione ai giovani studenti delle offerte occupazionali in ambito della Forza Armata, sono state svolte ben 159 conferenze informative presso istituti scolastici dell’intera regione. Mi pregio di annunciare un altro importante progetto che partirà nel prossimo mese di settembre e che prevede un ciclo di Conferenze per le scolaresche improntato sulla “Legalità” svolte da Tutori dell’Ordine, Magistrati e Avvocati. Inoltre, l’Esercito vive un periodo di trasformazione dell’organico: negli anni ’80 era comporto da 250.000 unità, oggi contiamo 103.000 effettivi, entro il 2015 saremo 100.000 e nel 2024 si prevede di giungere a 90.000. questo vuol dire che in questi 30 anni la Forza Armata ha ottimizzato tempo e risorse, incrementando, a fronte di oggettive riduzioni quantitative dello strumento, la sua efficienza ed efficacia riconosciute anche in ambito internazionale». 
Infine, il Generale ha ringraziato l’Unuci, l’Associazione “Amici di Palazzo Cusani” per aver voluto anche quest’anno promuovere e realizzare questo evento e l’Auditorium di Milano per la gentile disponibilità accordata per il quinto anno consecutivo; tutte le persone che hanno dedicato e dedicano la loro vita all’Esercito e che, silenziosamente e senza clamore, svolgono ogni giorno interventi in occasione di pubbliche calamità, alla bonifica del territorio, nelle operazioni “strade sicure”. 
Erano presenti all’evento, oltre al Generale di Brigata Antonio Pennino, Comandante dell’Esercito Militare Lombardia, il Generale Giovanni Fantasia, Presidente dell’Unuci e dell’Associazione Amici di Palazzo Cusani, il Generale Camillo de Milato ora Presidente della Fondazione Asilo Mariuccia, il Generale dei Carabinieri Emanuele Garelli, il Generale Samuele Valentino, le Sorelle di Croce Rossa e tantissime altre Autorità del Mondo Militare e il Mondo Civile. 
(Fotografie a gentile concessione di ALBUMITALIA scattate da Sergio Frezzolini) 
di Principia Bruna Rosco

Maestre violente che fare? Sul caso Roma le indicazioni di Silvia Garozzo

ROMA – Maestre violente che fare? E’ di stamattina l’ultima notizia di arresto di una maestra e una coordinatrice di una scuola dell’infanzia di Roma. La maestra praticava atteggiamenti e comportamenti aggressivi, violenti sui bambini. Non entro nel dettaglio dei fatti poiché le informazioni a riguardo si possono trovare facilmente. L’effetto che questo tipo di notizie hanno sulle persone è, certo, un senso di rifiuto misto all’incredulità, all’incomprensione di come si possa comportarsi così, soprattutto nei confronti di bambini. 
Da madre, è ovvio, anche io provo questi sentimenti. E vorrei che i miei figli fossero protetti ovunque, ma soprattutto in ambito scolastico. Come si può provvedere affinché ciò accada? Anzitutto dobbiamo dare una risposta tecnica a quella domanda che tutti ci facciamo: come è possibile? 
Il quesito ce lo dobbiamo porre meno inorriditi e più scientificamente incuriositi della risposta. 
Dietro a questi fatti ci sono delle patologie mentali delle maestre. Patologie gravi che le rendono aggressive. Probabilmente esse stesse da bambine hanno subito dei maltrattamenti e interiorizzato che questa è la “normalità”. Spesso queste persone sono convinte realmente che questi siano metodi “educativi” efficaci e che il resto delle persone siano pappamolle che non sappiano trattare coi bambini. Tanto è traviata la loro personalità e il concetto di rapporto con l’altro. 
Come per tutte le cose questa spiegazione non giustifica le azioni. Dobbiamo distinguere nella nostra testa le motivazioni dai comportamenti. Le motivazioni sono tutte lecite, comprensibili, curabili. I comportamenti inaccettabili, punibili ed evitabili. 
Come possiamo evitarli? Perché è altrettanto ovvio che essendo la patologia “umana” questo può risuccede e riaccadrà. 
E’ necessario, secondo me, un controllo psicologico di tutti gli agenti sociali che entrino in contatto con i bambini. Faccio un esempio. Gli agenti di polizia mi risulta che vengano sottoposti sistematicamente a controlli medici per verificare eventuali usi di sostanze illecite. Ecco, io farei dei controlli psicologici alle maestre e ai coordinatori di istituto in maniera sistematica. Bisognerebbe istituire una figura di psicologo ad hoc per il personale scolastico. Come esiste in alcune scuole per i bambini. 
In uno stato civile i soldi per questo si trovano. 
di Silvia Garozzo 

papà ma nella Reggia di Caserta viveva Tarzan? (le storielle di peppino)

immagine storiella di peppino
SENZA PUNTI E VIRGOLE papà è grandissima questa reggia di sera ha un altro effetto con queste luci oggi pomeriggio era diversa guarda guarda c’è il re alla finestra là in alto dove è la luce accesa papà sei proprio scemo ma è vero che in questa reggia viveva Tarzan ma come ti è uscita questa fesseria queste stronzate te le dicono a scuola mamma tu stai sempre lì a rompermi le scatole con questi professori e questa scuola ogni cosa che faccio e dico è sempre la scuola ma tu non ti rendi conto di quello che dici hai 16 anni e dici certe cazzate ma come è

possibile e tuo padre ride solamente lo vedi mi fate vergognare proprio ascolto le parole che si dicono padre madre e figlio che mi precedono mentre passeggio scritto il 23 aprile 2013 ore 22,32 le storielle di peppino

Siamo assillanti e rendiamo ai nostri politici la vita impossibile!

TORRE DEL GRECO (NAPOLI) – Io voto Crozza! So che questo mio intervento non piacerà a tanti, soprattutto a quelli che durante la scorsa campagna elettorale hanno votato credendo in un partito (Pdl, Pd, Scelta Civica, Movimento 5 Stelle, e così via) e non in una persona. Certo è che il “metodo web 2.0” inaugurato da Grillo ha avuto i suoi frutti, opportunamente sviluppato può anche diventare uno strumento che incentiva le persone a interessarsi della cosa pubblica, cosa che gli italiani a

lungo hanno trascurato demandando a perfetti sconosciuti il destino dell’Italia. Tuttavia penso sia impossibile che tutto l’elettorato del Movimento corrisponda a persone che almeno una volta hanno avuto l’onore di stringere la mano a qualcuno dei grillini eletti. Certo è che la fortuna di conoscere un candidato al Parlamento non tutti ce l’hanno, per questo spero che una delle prime riforme che il futuro Governo (se mai si formerà, io spero di sì) dovrà varare sarà proprio quella elettorale. E’ il momento di cessare gli sbraiti, le critiche, i gossip… Cosa cambia a noi italiani spettegolare su un politico che frequenta una ragazza bella e giovane, su un comico che fonda un partito o su un onorevole che fuma la marijuana? Chi non ha peccato scagli la prima pietra. A noi interessa che queste persone – tra l’altro elette da noi – governino, dunque studino riforme, sblocchino fondi, tentino nuovi rapporti con Paesi esteri finalizzati a riaccendere l’interesse positivo di questi ultimi sul nostro Paese… Le riviste scandalistiche io le leggo quando sono in attesa che il parrucchiere mi grazi per un shampoo (dunque quando sono costretta a non fare nulla di utile per me o per li altri), in altri momenti della mia vita sono impegnatissima nel procacciarmi un lavoretto che mi consenta di pagare il parrucchiere (ahimè sono anche io vittima di quel fenomeno chiamato “disoccupazione”). Dunque, cari italiani, ritengo che chi continua a criticare il background privato del politico di turno lo fa perché non ha l’esigenza di fare qualcosa di più interessante ed utile. Gli esempi lampanti di quello che ho appena affermato sono proprio gli onorevoli e i senatori attualmente in carica che ogni giorno – in Parlamento, al Senato o nelle trasmissioni televisive – continuano ad offendersi a vicenda facendo riferimento a fatti privati che, ripeto, a noi italiani non dovrebbero interessare. A loro non importa di discutere seriamente dei problemi del nostro Paese perché, a prescindere della loro appartenenza allo schieramento di maggioranza o di opposizione, hanno un lavoro, dunque uno stipendio, una vita agiata (che si può avere anche percependo 2.500 euro al mese, quanti italiani guadagnano più di 2.000 euro mensili?) e chi più ne ha più ne metta. Spetta a noi, che garantiamo loro questo tipo di vita, redarguirli e rimetterli in riga. Come? Non certamente invocando un golpe… Impariamo a fare critica costruttiva, bussiamo alle porte delle sedi locali dei partiti, chiediamo di conoscere chi abbiamo eletto, utilizziamo il web per chiedere loro cosa stanno facendo di buono per noi (quasi tutti sono su Facebook o Twitter), partecipiamo agli incontri politici (anche quelli organizzati dai partiti con cui non simpatizziamo), leggiamo i giornali (più di uno possibilmente), colloquiamo con la gente che dorme per strada (il cui privato è certamente più interessante di quello dei politici)… Siamo partecipi, siamo critici, siamo propositivi, siamo assillanti e rendiamo ai nostri politici la vita impossibile! Finora non lo abbiamo fatto, abbiamo solo lasciato fare. 

Ora c’è di nuovo Napolitano, che, secondo me, proprio contento contento del rinnovo del suo incarico non è (a quanto pare anche Crozza la pensa come me, l’ho dedotto da uno dei suoi ultimi sketch)… A me piace fantasticare: immagino che dietro l’elezione del nuovo – ex vecchio – presidente della Repubblica ci sia una mente giovane e brillante che ha sfruttato le sue doti comunicative, intellettuali e politiche per mandare in panne Bersani & Co ed entrare in scena al momento giusto, magari proprio supportato dal presidente. Se così non fosse, io propongo Crozza al Governo: almeno lui terrebbe tutti in riga (per davvero e soprattutto senza sbraitare)… 
di Maria Consiglia Izzo

Riccardo Cappato e l’arte della Cardiologia. Ve ne parla Francesca Sarah Toich

ROMA – Fin dall’antichità l’arte della medicina si è rivelata un percorso di ascesa e scoperta a favore del bene dell’umanità e i suoi adepti, per seguirla, il più delle volte le hanno consacrato l’intera esistenza personale. La passione di un medico è talmente grande quanto quella di un vero artista, per il quale non esistono ritmi di “creazione” normale, spesso le notti vengono sovrapposte al giorno e lo studio richiede una tale costanza che non si esaurisce mai, dato che dietro una scoperta ce n’è subito un’altra. Riccardo Cappato è ad oggi un illustre esempio

italiano di come si possa portare avanti la scienza della cardiologia; figura tra i pionieri nello sviluppo di nuove tecnologie di trattamento della morte improvvisa ed è inoltre inventore del defibrillatore sottocutaneo.

Dal 2000 dirige il Centro di Aritmologia ed Elettrofisiologia del Policlinico San Donato a Milano; è poi membro del comitato organizzatore dell’Heart Rhythm Society, la prestigiosa società Americana di Aritmologia Cardiaca e presidente della Società Europea di Aritmologia Cardiologica. (Ecas). 
Come molte grandi menti, anche Cappato all’inizio della sua carriera ha dovuto andare all’estero, conscio del fatto che, e riprendo le sue parole, l’Italia non è concepita per dare spazio alle idee ed alle persone che si impegnano seriamente. Duole dire ciò, ma tutto intorno a noi testimonia di questa cruda triste verità. 
Lui però ha saputo rischiare e dopo una specializzazione in Italia, si e trasferito in Germania dove dal 1993 al 1995 ha diretto il Centro di Elettrofisiologia dell’Università di Eppendorf ad Amburgo, e successivamente il Centro di Aritmologia dell’ospedale St. Georg sempre ad Amburgo. Spesso in questo periodo storico italiano ci domanda quali possano essere i fattori scatenanti che spingono alla “fuga dei cervelli”, questione alla quale Cappato risponde: 
“Ho sempre agito spinto dall’impulso, ancestrale in me, che non avrei accettato di arrivare a 50 anni senza aver tentato di incidere sul mondo che frequento. E dalla certezza che rimanendo nell’ambiente in cui ero cresciuto professionalmente non avrei mai conseguito quell’obiettivo. Certo l’andarmene non era garanzia del contrario”. 
Interrogato, poi, se consiglierebbe a un giovane aspirante medico italiano di andarsene o meno consiglia “di seguire l’istinto. Se esso ti dice di andare devi andare. Il vantaggio è che se sfondi poi quando torni hai il bagaglio e l’autorevolezza per incidere. Altrimenti è dura. E’ dura comunque anche nell’altro caso. Serve fortuna”. 
E di fortuna Riccardo ne ha indubbiamente avuta, coadiuvata però da molta audacia e intraprendenza. Tuttavia, avere sulle spalle l’onore e la responsabilità di tante vite è certamente difficile e sovente ci si chiede come possa gestire un medico l’emotività di fronte a un paziente in gravi condizioni. Cappato ne traccia un’idea piuttosto concisa: “Penso alla morte come a un atto naturale della vita e non come alla sua eliminazione. L’emozione di fronte al paziente è un difetto che porta a scelte o decisioni o azioni sbagliate. Bisognerebbe eliminarla. Poiché non è possibile, bisogna limitarla”. 
Ci sono poi casi che possono certamente ripagare l’impegno e la dedizione alla medicina; casi difficili ma che grazie alla propria forza di volontà e alla fortuna, ce la fanno. E, come ci racconta il dottore: 
“Sono tanti. Ma quando operi è perché in fondo pensi che c’è una chance. Ricordo di una signora che sveniva ogni volta che si alzava dal letto e per questo era costretta al letto da anni. Era giovane, non più di 60 anni. Dopo l’intervento rinacque a nuova vita e tornò al suo amato mare. Similmente un ciclista amatoriale che costretto a rinunciare alla sua adorata bicicletta scrisse righe colme di commozione dalla cima dello Stelvio il giorno che dopo l’intervento e la guarigione dalla sua aritmia potè tornare a cavalcare il “puledro” e a scollinare le montagne”. 
Riguardo al mondo dell’infanzia poi, la delicatezza di un medico appare fondamentale; ma anche è importante ricordare a tutti, come fa Riccardo in queste frasi a seguire, che i bambini sono da conquistare trattandoli come persone vere, spiegando loro cosa sta succedendo e dando un conforto del tutto autentico. 
“Abbiamo un giorno, il martedì, in cui operiamo soprattutto bambini. Loro sono più semplici perché la loro visione del mondo è ancora incompleta e la leggerezza con cui affrontano il male è per gli adulti incomprensibile. In genere parliamo con loro e non solo con i genitori. Io tengo a che comprendano di cosa soffrono e che cosa abbiamo in programma di fare loro. In genere comprendono molto bene e una volta stabilito il “contatto” sono molto recettivi e collaborativi. I piccoli hanno bisogno di sentire fiducia nei confronti del prossimo che li approccia. A guardarci bene, basta così poco per conquistarli”. 
Difficilmente un dottore affermato ha tempo per altri interessi, ma viene da chiedersi se in qualche lato recondito ci siano altre aspirazioni, o magari il desiderio di scrivere un libro in cui narrare la propria esperienza. 
“Professionalmente non ho altre aspirazioni. Molti hobby. Ed una sceneggiatura cinematografica in mente, da molto tempo. Libri? No. Ce ne sono troppi. Sogno però di un giornalista di inchiesta che frughi nel mondo delle miserie di cui si rendono responsabili quei non pochi colleghi che confondono il “personale” con il professionale e che mortificano i pazienti in virtù di questa loro immatura propensione”. 
Infine, in risposta al quesito sulle differenze possibili tra un medico e un artista, il dottor Cappato replica in tono piuttosto deciso che non lascia dubbi sulla volontà che l’ha guidato fino a dove ora è giunto. 
“La medicina è un’arte. E un bravo medico è un artista affermato”. 
di Francesca Sarah Toich

Assange non dovrebbe essere un eroe? Ci deve dire (altro) tutto quello che sa

WASHINGTON – Stragi, sparatorie, Assange e marziani. Le notizie in questi giorni sono agghiaccianti. Israele che vuole attaccare l’Iran e pensa di uscirsene con 30 giorni di guerra e 500 morti……O si credono che siamo fessi noi, oppure sono loro in pieno delirio. Sarà il caldo. La sparatoria durante il film di Batman. Oramai non si puo piu neanche andare al cinema. Una strage di sangue. Quando ero bambina al massimo si aveva paura di non avere il gelato. Adesso prima di andare al cinema devi fare testamento.

E poi c’è Julian Assange. Personaggio misterioso. Espone la verita. Mah…Sarà un marziano. Vergognose verità che vergognosi governi cercano di nascondere al solito pubblico ignaro che si fa riempire di bugie. Vergognoso. Purtroppo non trovo un altro vocabolo…..
Qui c’è problema. Ma come? “Sono anni ed anni che raccontiamo “balle”, c’è andata bene fino ad ora e qui arriva Assange a rovinarci la festa. Bisogna zittirlo, a costo di ucciderlo, ma zittirlo.” E fin qui neanche questo mi sorprende. Governi vergognosi che fanno i finti salvatori del mondo. Governi che s’immischiano in tutto per ragioni finanziare. Governi che spendono i soldi della gente tranquilla per andare a uccidere in giro per il mondo. I morti oramai non si contano piu.
Ma quello che mi sbigottisce è che nessuno dice niente. Governi in pieno panico. Gli inglesi non rispettando l’immunita diplomatica dell’ambasciata vogliono addirittura assalirla! Ma siamo impazziti? Ma cosa è mai successo a quelle regole eleganti di un tempo? Alle varie convenzioni di rispetto alle ambasciate? La Svezia che non sa bene che fare allora resta sul vago. E nessuno dice niente. Paesi interi ammutoliti. Finalmente qualcuno che vuole esporre la verità. Ma non dovrebbe essere un eroe? Ma qui bisognerebbe scendere in massa per la strada a protestare! Se non ci alziamo adesso è la fine. Qui si vuole commettere un omicidio a sangue freddo. Perché oramai alla storia delle molestie sessuali non ci credono neanche più i neonati.
E soprattutto, cosa altro avrà da raccontare Julian Assange che bisogna farlo zittire a tutti i costi? Questa è la vera domanda da porsi. Qui bisogna prendere Julian Assange, metterlo in una comoda poltrona e dire “Su, raccontaci con calma tutto il resto.”
Ed infine avvistamenti Ufo che si fanno sempre piu frequenti. Ma speriamo di sì! Ma mi viene il dubbio che appena arrivano fuggono. Infatti, a detta di testimoni, i dischi volanti sono spesso avvistati che si avvicinano e poi si allontanano e spariscono velocemente all’orizzonte. Ultimamente, a piedi, si sono viste persone enormi e grigie scappare a gambe levate appena si avvicinano esseri umani. I dischi volanti si aggirano per qualche minuto e poi via sia allontanano verso pianeti forse piu tranquilli ed evoluti. Puntini luminosi che se ne vanno. Quei puntini che tutti dicono vedere mentre svaniscono nel cielo verso altre galassie sono forse la nostra speranza che si allontana.
di Vivien Yakopin